Ultimo aggiornamento  03 ottobre 2022 04:58

Luce Verde

La doppia vita della Fiat 500 elettrica.

Francesco Paternò ·

La Fiat 500 ha una storia che non finisce più da quel lontano 1957, quando fu presentata per la prima volta. L’attuale modello dai tratti retrò che piacciono ancora molto al mercato è rinato nel 2007, “in un momento triste per Fiat” come disse l’amministratore delegato Sergio Marchionne per sottolineare che in quel momento aveva appena salvato dal baratro il costruttore e poi rilanciato grazie anche al successo della piccola.

Oggi la versione elettrica Nuova 500 sembra essere diventata una bandiera non solo del marchio ma dell’intero processo di elettrificazione del gruppo Stellantis di cui fa parte, almeno a sentire le parole pronunciate dal ceo Carlos Tavares a Mirafiori, dove viene prodotta: “La 500 elettrica è la Bev più venduta in Europa e potremmo venderne molte di più. Nel 2021 ne abbiamo costruite 45mila e potremmo facilmente arrivare a 90 mila unità, organizzandosi anche per farne il triplo”. Se subito non si può, ha aggiunto, è per la presenza di “ostacoli” legati alla carenza mondiale di microchip, con il gruppo  impegnato a cercare di rimuoverli. Certo è che per far sbilanciare così uno come Tavares, viene da pensare che l’auto abbia dei margini interessanti. Presto, ha annunciato, sarà venduta anche in America.

Le vendite

Strano destino per questa macchina a zero emissioni, degna erede della city car forse più cara agli italiani. Nei primi sette mesi dell’anno, in Europa di Nuova 500 a zero emissioni ne sono state vendute 37.868, +65% rispetto allo stesso periodo del 2021 (fonte Dataforce da Automotive News Europe) quando nell’intero anno aveva poi chiuso con 46.249 unità. Il prezzo di listino parte da circa 27mila euro, autonomia dichiarata fino a 321 chilometri, batteria da 42 chilowattora e motore con potenza pari a 118 cavalli.

Dalla California a Piazza Duomo

La Nuova Fiat 500 elettrica, presentata in un video a Milano nel marzo del 2020 dal capo del marchio Olivier François in una Piazza Duomo deserta causa Covid, brilla sull’altare del mercato dopo una precedente generazione sfortunata. Era il 2012 e la prima 500e - prodotta in Messico - andò in vendita soltanto in California (e in Oregon) per rispettare alcune norme degli Stati sulla mobilità a zero emissioni.

Marchionne la lanciò senza crederci, anzi dicendo pubblicamente che Fiat avrebbe perso 10mila dollari per ogni macchina venduta, diventati poco dopo in altre dichiarazioni 14mila (probabilmente anche a causa di un successivo richiamo della quasi intera produzione fra il 2012 e il 2014 per un problema di software). La 500e americana aveva un prezzo di listino da circa 33mila dollari, più i costi del noleggio di una batteria da 24 chilowattora, una autonomia dichiarata fino a 160 chilometri e un motore di potenza pari a 111 cavalli.

"Non compratela", anzi sì

Marchionne arrivò addirittura a dire “non compratela” per quanto Fiat perdesse, scettico sull’intera filiera dell’auto elettrica definita “un’arma a doppio taglio”. Salvo cambiare totalmente linea l’1 giugno del 2018, quando il ceo di Fiat Chrysler indicò - nella presentazione del piano di gruppo al Balocco - proprio in un'altra 500 elettrica il “veicolo ideale” a zero emissioni. Promettendo investimenti per 9 miliardi nell’elettrificazione del gruppo Fiat Chrysler e – fa strano ricordarlo oggi – la fine della produzione di motori diesel per auto nel 2021, notizia anticipata pochi mesi prima dal Financial Times.

Il seguito è di nuovo storia: Marchionne ci ha improvvisamente lasciati nel luglio dello stesso anno, e mentre i diesel sono rimasti in produzione la Nuova Fiat 500 elettrica è diventata una bella realtà. Anzi, una best seller sulla strada di una mobilità a zero emissioni ancora molto complicata.

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