Ultimo aggiornamento  03 ottobre 2022 03:56

Luce Verde

Nio sempre più europea.

Redazione ·

La fetta di mercato delle auto elettriche fa gola a tanti: costruttori consolidati, aziende globali e giovani start up alla ricerca della formula giusta per conquistare il pubblico, quello europeo in particolare. 

I cinesi di Nio sono, in questa corsa, tra i protagonisti e il fondatore Qin Lihong è in questi giorni in missione di lavoro proprio da queste parti. Scopo della sua presenza l’avvio della prima fabbrica del Vecchio Continente che sforna le batterie per le auto del marchio cinese (più pesanti di quelle normalmente utilizzate sui veicoli a zero emissioni e quindi più costose e difficili da trasportare), in Ungheria e l'inizio delle operazioni di vendita dei primi esemplari in Germania.

Sfida difficile

Per conquistare anche i tedeschi, Nio punta soprattutto sulla tecnologia del “battery swapping” che consente di sostituire, nel giro di pochi minuti, l'accumulatore, invece di ricaricarlo quando si trovi giù di elettroni. La società prevede di costruire 1.000 stazioni di scambio entro il 2025, la maggior parte delle quali in Europa, per servire la gamma ampliata di veicoli elettrici (tra cui le berline ET7 ed ET5) che inizierà a vendere quest'anno proprio in Germania e su altri mercati.

Successo sicuro

Intervistato da Reuters, Qin Lihong non ha dubbi: “"Siamo molto più avanti dei nostri concorrenti in termini di prodotti e servizi. È vero che nei prossimi tre anni i nostri competitor, soprattutto qui in Germania, avranno più modelli di veicoli elettrici da lanciare sui mercati europei, ma anche noi stiamo facendo progressi”. 

L’offerta di Nio prevede di separare il costo dell’auto - che a quel punto si abbassa sensibilmente - da quello della batteria che viene, al contrario di tutti gli altri costruttori, offerta in leasing, con un canone mensile. Il rovescio della medaglia di questo metodo è quello dei costi e dei rischi che gravano tutti sul costruttore e il fondatore della società ne è conscio: “Per questo stiamo cercando la collaborazione di una società di gestione patrimoniale in Europa per finanziare la proprietà degli accumulatori”. 

In Cina, Nio ha creato una società con partner, tra cui il gigante del settore Catl, per acquistare i pezzi da "affittare" quindi ai proprietari delle vetture da cui poi riscuotere i canoni di abbonamento.

Tra alti e bassi

Nel secondo trimestre 2022, il fatturato di Nio è cresciuto del 22% rispetto a un anno fa, mentre la perdita netta è di fatto quadruplicata, raggiungendo l'equivalente di 410 milioni di euro. Le azioni - in compenso - sono più che triplicate di valore da quando sono state quotate alla Borsa di New York quattro anni fa, e l'azienda è riuscita a costruirsi una base di fan in Cina grazie al design, ai prezzi e alla ottima reputazione anche nella fornitura di servizi post vendita.

Nell'ultimo anno, Nio ha sperimentato il leasing e la sostituzione delle batterie in Norvegia per il suo ES8, un suv a trazione elettrica, di cui ha venduto 800 esemplari. Contemporaneamente ha installato due stazioni di scambio nel Paese, dove quasi tutti gli acquirenti hanno optato proprio per il sistema di affitto degli accumulatori.

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