Ultimo aggiornamento  29 novembre 2022 09:51

Chip e auto elettrica, la filiera Usa-Messico.

Patrizia Licata ·

Gli Stati Uniti continuano la loro offensiva per assicurarsi i componenti necessari all’industria dell’auto e chiamano al loro fianco uno storico alleato commerciale, il Messico. Due i pilastri della rinnovata cooperazione: i chip e il litio per le batterie dei veicoli elettrici, come emerso dagli incontri tra le due parti che si sono tenuti a Città del Messico nell’ambito Dialogo economico di alto livello tra gli Usa e il Paese latino (US-Mexico High-level economic dialogue). Il motto di quest’anno è stato “Building back together”, ricostruire insieme la potenza tecnologica e industriale nord-americana.

I chip al cuore della cooperazione

“Elementi essenziali delle catene logistiche dei semiconduttori sono già presenti in Messico, dove aziende statunitensi come Intel e Skyworks conducono attività di ricerca e sviluppo, progettazione, assemblaggio e test”, ha affermato il segretario di Stato Usa Antony Blinken a Città del Messico, riporta ApNews.

Ora c’è anche il Chips and science act, la legge voluta dal presidente Joe Biden, che finanzia con 52,7 miliardi di dollari la ricerca e la produzione negli Stati Uniti in questo campo. Il Messico può trarne vantaggio entrando in un’unica filiera industriale che attraversa i confini del Nord America. 

Per creare fabbriche negli Stati Uniti le aziende dei semiconduttori chiedono infatti di poter disporre di forniture che arrivano dal Nord America (meno costose, perché non pagano i dazi di importazione) e gli Usa vogliono che il Messico potenzi il suo ruolo di fornitore, ha affermato la segretaria al Commercio Gina Raimondo, parte della delegazione statunitense per il Dialogo economico con il Messico.

Litio messicano per le batterie elettriche

Blinken e Raimondo si sono anche incontrati con il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador per discutere delle opportunità che il Chips and science act apre per l’alleato. E hanno sottolineato che la Casa Bianca ha altre iniziative pronte nel suo arsenale legislativo: incentivi al passaggio all’auto elettrica e stimoli alla produzione americana di batterie. 

Il Messico è già il principale fornitore di componenti auto per gli Usa, rappresentando il 36% del totale delle importazioni, secondo i dati dell’associazione di settore messicana Ina (Industria nacional de autopartes). Ma può vendere altri elementi preziosi: Lopez Obrador sta lavorando per fare della regione settentrionale di Sonora uno dei grandi poli mondiali della produzione di litio e di energia solare e dare così linfa all’industria dell’auto elettrica. 

Il litio, in particolare, è un componente essenziale delle batterie, tanto che Lopez Obrador ne ha nazionalizzato la produzione e ha spinto per la creazione di un’azienda statale che si occupi delle attività di esplorazione, estrazione e impiego del minerale. È una scommessa: le riserve di Sonora sono le decime per grandezza al mondo, secondo le stime dei geologi Usa, ma la possibilità di sfruttarle in modo sostenibile per l’ambiente e i lavoratori sono da dimostrare.

Metà delle auto a zero emissioni nel 2030

Il tavolo di colloqui economici ad alto livello tra Usa e Messico è stato istituito dall’allora vice-presidente Biden nel 2013, quando Barack Obama era il numero uno degli Stati Uniti. Gli incontri si sono interrotti durante la presidenza di Donald Trump e sono ripresi lo scorso anno. In questa rinata cooperazione il Messico si è unito agli Stati Uniti nell’obiettivo di portare la produzione dei veicoli a emissioni zero al 50% del totale nel 2030 (cumulando la produzione di Usa e Messico), come stabilito a luglio dal Forum ministeriale sulla supply chain organizzato dagli Stati Uniti.

Il Messico è già alleato commerciale degli Usa e del Canada nell’ambito dell’Usmca (United States-Mexico-Canada agreement) in vigore dal 1° luglio 2020 e che ha sostituito il precedente accordo Nafta (North America Free trade agreement).

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