Ultimo aggiornamento  23 marzo 2023 14:48

Purosangue, la Ferrari che non c'era.

Umberto Zapelloni ·

MARANELLO - Il primo suv della storia della Ferrari non è un suv. Il messaggio lanciato da Benedetto Vigna e dalla sua prima linea è chiaro. Il Purosangue, la prima Ferrari a quattro porte e quattro sedili della storia, è un’auto sportiva dalla grande abitabilità e dalle prestazioni superlative garantite da un motore aspirato da 6.496 centimetri cubici e 12 cilindri capace di erogare 725 cavalli. “Il Purosangue inaugura un nuovo segmento. È qualcosa di nuovo, unico, che permetterà al nostro brand di crescere ancora”, racconta il ceo del costruttore di Maranello.

La Ferrari che non c’era è un manifesto contro la mobilità di oggi. Un’auto che se ne frega dell’elettrificazione in arrivo e regala ai suoi clienti emozioni incomparabili. “Non so che cosa accadrà da qui al 2035 – aggiunge Enrico Galliera a capo della direzione commerciale e marketing - se davvero verrà vietata la vendita di auto con motorizzazioni termiche. Intanto noi abbiamo deciso di accontentare i nostri clienti che ci chiedevano un’auto con un 12 cilindri”. Dando vita a una vettura che, pur ospitando quattro persone comode, trasmetta l’emozione che può dare una Ferrari.

Nasce il Ferrari Utility Vehicle

Enzo Ferrari amava i modelli di Maranello 2+2. Erano quelle che lui usava più frequentemente. Ma fu proprio lui a bocciare una rossa "a quattro porte" che Pininfarina aveva pensato e prodotto in esemplare unico. Non sarebbe stata una Ferrari. Anche Sergio Marchionne quando presentò il suo ultimo piano industriale aveva escluso la produzione di un suv. “A quei tempi – racconta Galliera – non eravamo in grado di progettare una quattro porte e quattro posti che potesse mantenere le caratteristiche di una Ferrari. Con il passare del tempo ci siamo riusciti, tanto che lo stesso Marchionne cominciò a ipotizzare la nascita di un Fuv, un Ferrari Utility Vehicle”. Quel Fuv è diventato Purosangue nel corso di un comitato di dirigenza nell’epoca Camilleri ed è oggi una realtà che ha già conquistato i clienti: più di duemila quelli che l’anno ordinato ancora prima di vederlo.

Più abitabilità

“Abbiamo iniziato a concepirla avendo in mente che volevamo un'auto più grande rispetto a quelle che produciamo, con più abitabilità, spazio, versatilità. Ma credevamo fermamente che sarebbe stata comunque una vera Ferrari, con lo stesso comportamento di tutte le altre”, spiegano Galliera e Flavio Manzoni, il responsabile del design.

Purosangue è lungo 4973 millimetri, alto 1589, largo 2028 con un passo di 3018 millimetri e un peso a secco di 2033 chilogrammi. Curioso in una scheda tecnica Ferrari trovare la capacità del bagagliaio (100 litri) e il suo volume (473). Non è stata ufficializzata la capacità con sedili abbattuti, ma fidatevi è notevole. Un’auto ingombrante se pensate che la Roma è lunga 4656 millimetri e pesa 1472 chili; ma anche una vettura che la sapienza stilistica di Flavio Manzoni rende leggera, filante e mai sfacciata come i suv di qualche concorrente (ma la Ferrari ha una vera concorrente?).

L’apertura della porta posteriore controvento permette di ammirare un abitacolo lussuoso e spazioso. Chi scrive supera il metro e novanta di altezza e vi assicura di essersi comodamente seduto sia al posto di guida che in quello dietro. (“Abbiamo scelto di avere quattro posti e non cinque per avere due sedili e non una panchetta posteriore. Con i due sedili anche chi siede dietro ha la sensazione di essere su una Ferrari”, spiegano a Maranello). “Quella di avere le porte posteriori che aprono controvento – spiega Manzoni - è stata la scelta perfetta perché può fornire un ottimo ingresso e uscita dall’auto. Per mantenere il passo più corto possibile in modo da aumentare la sportività, le emozioni di guida e le prestazioni della vettura dovevamo evitare di avere un portellone posteriore troppo lungo e quindi un'auto con lo stesso problema. Non abbiamo bilanciato il telaio per realizzare questo tipo di architettura, perché abbiamo utilizzato molti materiali di alluminio diversi che ci garantivano la corretta rigidità con il minor peso possibile. Per dare alcuni numeri: il nuovo telaio ha il 30% in più di rigidità torsionale e il 25% in più di rigidità flessionale rispetto a quello della GTC4Lusso ma con un peso inferiore”. Si era studiata anche la possibilità di non aggiungere il montante tra le portiere, ma il peso sarebbe aumentato considerevolmente.

Novità per le sospensioni

La distribuzione dei pesi è 49% all’anteriore, 51% al posteriore, le quattro ruote sono motrici e sterzanti (anche le posteriori). Il segreto della sportività del Purosangue, motore a parte (in posizione centrale – anteriore), sta nelle sospensioni attive, un sistema unico e innovativo a livello mondiale che utilizza la tecnologia TASV di Multimatic. Combinando l’azionamento di un motore elettrico con un ammortizzatore idraulico di alta precisione, permettono di ottimizzare le prestazioni in curva controllando il rollio e garantendo prestazioni straordinarie. “Si guida come una super sportiva, ma in più sei comodissimo. Diventerà la mia automobile di tutti i giorni”, confessa Piero Ferrari, uno dei pochi ad averla guidata sulle colline attorno a Maranello.

Effetto "Wow"

Purosangue crea l’effetto wow in chi lo guarda. Non ha nulla dei suv super sportivi di Lamborghini e Porsche. Ha un’eleganza innata e promette prestazioni pazzesche con uno 0-100 in 3”3 e oltre 310 chilometri orari di velocità di punta. “Il 12 cilindri – spiega Gianmaria Fulgenzi, il responsabile tecnico - è un motore nuovo di zecca. Abbiamo dovuto affrontare una sfida enorme perché dovevamo produrre un propulsore con una potenza molto elevata, ma allo stesso tempo anche con una coppia molto elevata ed erogazione di coppia ai bassi regimi. Quindi abbiamo dovuto utilizzare tutti i nostri 75 anni di esperienza nella progettazione e nello sviluppo. Abbiamo lavorato molto sulla fluidodinamica sia per l'impianto di aspirazione che per quello di scarico, ma anche in camera di combustione e nel software per controllarlo”. Il segnale che alla Ferrari continuano a investire sui motori termici.

L’effetto wow continua anche leggendo il prezzo: 390 mila euro per la versione senza personalizzazioni. Non sarà un’auto da grandi numeri. Non avrà un effetto Cayenne, Macan o Urus. “Anche se potremmo venderne un numero enorme, non andremo oltre il 20% dei nostri volumi annui (11.155 le auto vendute nel 2011)”. Il che significa 2.000, 2.500 esemplari. Chi non l’ha ancora ordinata rischia di aspettare un paio d’anni: intanto dovrà accontentarsi delle Ferrari che ha in garage, perché prima verranno soddisfatti i clienti storici.

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