Ultimo aggiornamento  02 dicembre 2022 17:32

La rivolta di Faraday.

Redazione ·

Non c’è pace per Faraday Future. Il costruttore di elettriche - che ha già dovuto rinviare più più volte l’entrata in produzione della sua FF 91 - è ora alle prese con una vera e propria rivolta interna. Un gruppo di circa 140 dipendenti ha infatti chiesto tramite una lettera indirizzata al consiglio di amministrazione e agli azionisti della startup di rimuovere il presidente esecutivo Susan Swenson, accusata di aver organizzato tentativi per "spingere la società al fallimento e alla ristrutturazione”.

Il gruppo ha anche chiesto al cda di rendere pubblici i risultati di un'indagine in corso su diverse lettere di denuncia riguardanti quattro direttori - la stessa Sue Swenson, Jordan Vogel, Scott Vogel e Brian Krolicki. In particolare l'attenzione si concentra su quest’ultimo, ex presidente del costruttore, che sarebbe stato rimosso dal suo ruolo per “incompatibilità con le esigenze dell’azienda”.

Situazione difficile

FF Top Holdings, il maggiore azionista di Faraday con sede in California con una quota del 36%, ha dichiarato di aver ricevuto la lettera, ma ha rifiutato di commentare ulteriormente, limitandosi a confermare di aver richiesto "alcuni libri e registri" ai fini di approfondire la situazione.

Nel corso degli ultimi mesi, Faraday Future ha lottato contro i costi elevati e le interruzioni della catena di fornitura che hanno ritardato la produzione della sua auto elettrica di lusso FF 91 al quarto trimestre del 2022. Le azioni sono crollate di circa il 90% da quando, nel luglio dello scorso anno, l’azienda si è quotata a Wall Street. La società ha anche dovuto ritardare la presentazione della sua relazione finanziaria per lo scorso anno e ha dichiarato di aver formato un comitato speciale per rivedere tutte le accuse che le sono state mosse circa presunte false dichiarazioni agli investitori. Sono proprio questi casi spinosi ad aver portato alla nomina di Susan Swenson.

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