Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 13:02

Gruppo Volkswagen, al via l'era Blume.

Paolo Odinzov ·

Ai piani alti di Wolfsburg tutto è ormai pronto da tempo. L’enorme stanza che fino allo scorso luglio ospitava Herbert Diess è stata tirata a lucido. Sgombrata di ogni cosa e completamente riarredata, quasi a voler cancellare qualsiasi traccia del precedente manager tedesco, per accogliere il nuovo ceo Oliver Blume che da oggi assumerà ufficialmente il comando del gruppo Volkswagen, rimanendo anche il numero uno di Porsche.

Un momento difficile

Blume dovrà guidare il colosso automobilistico tedesco in un momento difficile, segnato da quattro anni intensi e a volte turbolenti sotto il predecessore Diess e la sua spinta intransigente all'elettrificazione e a una corsa ai software che ha dato non pochi problemi. Cui si sommano adesso le problematiche legate alla invasione russa dell'Ucraina, aggravando i ritardi nella produzione dovuti alla pandemia da coronavirus e causando forti incertezze sugli approvvigionamenti energetici in tutta Europa.

Tutto questo mentre Volkswagen sta investendo decine di miliardi per il passaggio ai veicoli elettrici, aprendo anche una serie di fabbriche di batterie in tutta Europa, ed è in procinto di guidare il marchio premium Porsche verso un difficile ingresso nel mercato azionario. Questioni non da poco che Blume, secondo il direttore finanziario della Volkswagen Arno Antlitz, affronterà garantendo comunque una "continuità" senza rivoluzioni, almeno per adesso, e prendendo meno rischi, come ha sottolineato recentemente Ferdinand Dudenhoeffer, capo del Center of Automotive Research di Duisburg.

Investire ancora nei motori a combustione

Tra i cambiamenti di rotta rilevanti cui potremo assistere nella era Blume sembra però potrebbe esserci un prolungamento della vita dei motori a combustione. Lo stesso manager in una recente intervista al settimanale Automobilwoche ha infatti affermato di vedere i combustibili sintetici come un "complemento sensato della mobilità elettrica". Essendo questi prodotti da anidride carbonica utilizzando elettricità rinnovabile e in grado di far funzionare i motori tradizionali quasi senza emissioni nette di carbonio.

Ciò, sottolineano diversi analisti, continuando però la spinta verso l’elettrificazione pur se in modo meno rapido e tenendo comunque conto che a Bruxelles i legislatori potrebbero varare a breve il divieto di produrre veicoli nuovi non elettrici dal 2035.

Software, batterie e rilancio negli Usa

Blume potrebbe poi tracciare un percorso diverso per quanto riguarda lo sviluppo di software utilizzando, al contrario di Diess, più fornitori esterni, almeno fino a quando non vi siano le risorse per gestire senza problemi la produzione internamente alla azienda.

In ultimo è quasi certo che il nuovo ceo, seguendo quanto fatto da Diess, voglia proseguire nel rilancio della Volkswagen nel mercato americano, cancellando le ombre del dieselgate, oltre a investire massicciamente nello sviluppo e nella produzione delle proprie batterie riducendo così la sua dipendenza dai fornitori in Cina.

Decisioni più rapide

Nel frattempo, il consiglio di sorveglianza della Volkswagen ha deciso di ridurre i posti del consiglio di amministrazione da 12 a 9. Cosa che potrebbe aiutare a rendere più rapide le decisioni del gruppo e dunque dare maggiore agilità all'operato di Blume.

Infine lo sport. Audi ha già annunciato che entrerà in F1 dal 2026, mentre per Porsche "sono ancora in corso trattative e non è stata raggiunta una decisione finale", ha detto in una delle prime interviste da ceo Blume. "Nel complesso - ha concluso il manager - accogliamo con favore le nuove norme che consentono un livello significativamente più elevato di elettrificazione e l'utilizzo di carburanti sintetici".

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