Ultimo aggiornamento  01 dicembre 2022 05:04

Xiaomi, l'elettrica (forse) con Baic.

Patrizia Licata ·

Xiaomi è decisa a entrare nel mercato nelle auto elettriche e, se non potrà farlo da sola, tenterà con un potente alleato, Baic. L’azienda cinese degli smartphone starebbe trattando con il colosso nazionale dell’auto Beijing Automotive Group per collaborare nella fabbricazione dei veicoli a zero emissioni e tenere fede al programma di diventare un marchio dell’auto a batteria entro il 2024.

Un’impresa in cui Xiaomi ha investito l’equivalente di 10 miliardi di dollari in dieci anni ma che fatica a ottenere il nulla osta della Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma della Cina, divenuta più rigida negli anni nel concedere i permessi per avviare un’attività di produzione di autovetture.

Occhi sulla fabbrica Hyundai

Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg - per ora non confermate dalle aziende coinvolte - i manager di Xiaomi e di Baic si sarebbero già seduti a un tavolo per esplorare diverse opzioni, tra cui l’acquisto da parte della società dei telefonini di una quota nello stabilimento di Hyundai a Pechino, che ha ottenuto in passato l’autorizzazione a produrre auto in Cina.

Baic ha una joint venture con il costruttore coreano e l’acquisto della partecipazione nell'impianto della capitale può tornare vantaggiosa: mentre Xiaomi metterebbe in moto la catena di assemblaggio per le sue auto elettriche senza dover passare per il nulla osta dei regolatori, Baic riceverebbe il denaro necessario per modernizzare la fabbrica e sanare parte del debito legato allo stabilimento, che – secondo Bloomberg Intelligence – è utilizzato solo al 50% della capacità.

Doppio brand per l’auto a batteria

In virtù della collaborazione di Baic, le auto elettriche di Xiaomi avrebbero il marchio Baic BluePark New Energy Technology – la divisione EV del costruttore di Pechino – e Xiaomi comparirebbe come secondo brand.

Il governo cinese ha concesso sgravi fiscali e altri vantaggi alle aziende che producono veicoli a batteria, ma la corsa agli incentivi ha costretto Pechino ad essere selettiva e a incoraggiare le alleanze e le fusioni per distribuire le risorse. Adesso i costruttori devono dimostrare la loro stabilità finanziaria e le loro capacità tecnologiche e impegnarsi su un volume minimo di vendite.
 
Baic e la casa automobilistica sud-coreana Hyundai Motor hanno aperto lo stabilimento Hyundai No.2 a Pechino nel 2008 come parte della loro joint venture in Cina.

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