Ultimo aggiornamento  03 ottobre 2022 04:59

Luce Verde

Wallbox in condominio, cosa sapere.

Patrizia Licata ·

Chi possiede un’auto elettrica o ibrida plug-in lo sa: la wallbox, ovvero il caricabatteria da mettere a casa, è un modo sicuro e comodo per rifornire di energia la propria vettura. La procedura di installazione viene spesso considerata più conveniente per chi possiede la casa unifamiliare, ma anche chi vive in condominio può tranquillamente dotarsi del caricatore. Basta seguire alcune semplici regole, come suggerito anche dalla mini-guida di Wallbox, azienda che vende soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici e altri dispositivi per la gestione energetica.

Ricarica in condominio: le norme

Quando si installa una postazione di ricarica per veicoli elettrici in condominio occorre distinguere tra due scenari. Se la colonnina viene installata in una parte privata del condominio – come il box auto – basta darne comunicazione all’assemblea e all’amministratore di condominio e pagare, oltre al caricabatteria e alla sua installazione, l’aggiornamento delle certificazioni di sicurezza anti-incendio.

Se invece il caricatore viene collocato in una zona comune destinata a parcheggio occorre rivolgersi all’amministratore per far convocare l’assemblea condominiale. Durante la riunione dovrà essere presentata la domanda corredata dal progetto e dalle necessarie dichiarazioni di conformità e all’assemblea sarà chiesto di votare per raggiungere la maggioranza semplice di voti favorevoli.

Le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici possono essere installate anche a seguito di parere negativo, ma in tal caso il condomino che vuole installare il caricatore deve assumersi tutti i costi di installazione.

Si può anche realizzare la stazione di ricarica in una zona comune del condominio non destinata a parcheggio (come un viale di ingresso o un giardino), procedendo al cambio di destinazione d’uso. In questo caso occorre garantire che tutti i condomini possano usufruirne.

Inoltre, l’installazione non deve danneggiare in alcun modo i luoghi comuni, mettere a repentaglio decoro e sicurezza dell’edificio e ostacolare i condomini nell’utilizzo delle aree comuni.

La soluzione di ricarica più adatta

Quando si sceglie un caricabatteria per auto da mettere nel condominio è importante verificare gli standard (come potenza di uscita o tipo di connettore) ed è fondamentale accertarsi che possieda la certificazione di sicurezza.

Non c’è bisogno di energia elettrica aggiuntiva nell’edificio: sul mercato esistono svariate opzioni di ricarica intelligenti per veicoli elettrici (come quelle vendute dall’azienda Wallbox) che permettono di bilanciare le fonti di energia presenti nel palazzo. In questo modo i caricatori sfruttano per le auto l’energia che l’edificio non utilizza. C’è però solitamente bisogno di un aumento di potenza a 6 kW (qui una nostra guida con ulteriori informazioni).

Calcolare i costi di acquisto e di installazione

I costi da sostenere vanno oltre quelli per l’acquisto del caricatore in sé: sicuramente ci sono da includere l’intervento di un professionista qualificato durante il processo di installazione e la variabile rappresentata dalla distanza tra il caricabatterie e la fonte di energia elettrica.

Il Superbonus 110% offre delle agevolazioni per gli interventi finalizzati all’efficienza energetica. Sono ammesse le spese per l’installazione dei sistemi di ricarica dei veicoli elettrici nel limite di 2.000 euro a colonnina installata in un edificio singolo oppure 1.500 euro per un massimo 8 colonnine o 1.200 euro oltre 8 colonnine, a condizione che l’installazione sia associata ad almeno un intervento trainante di efficienza energetica (per esempio i lavori strutturali di isolamento termico o la sostituzione della caldaia). Inoltre è possibile accedere alla misura incentivante del 110% con una sola colonnina per ogni unità immobiliare.  

Inoltre, il governo ha approvato recentemente ulteriori incentivi per l'installazione di punti di ricarica domestici. L'aiuto è pari all'80% del prezzo di acquista e posa in opera nel limite massimo di 1.500 euro per richiedente e di 8.000 euro nel caso la realizzazione riguardi le parti comuni di un condiminio.

Come si dividono le spese tra i condomini

Per quanto riguarda l’installazione partecipano ai costi i condomini che usufruiranno della ricarica per veicoli elettrici. A parte c’è il consumo dell’elettricità: ogni utente paga quella che usa. La colonnina viene collegata al contatore condominiale e, per ricavare i costi sostenuti, occorre una contabilizzazione a parte, che spetta all’amministratore di condominio.

I produttori dei caricabatterie per auto elettriche spesso offrono delle loro soluzioni per gestire la spesa dell’energia, come fa Wallbox con la sua applicazione MyWallbox. Questa app mobile collega il caricatore con lo smartphone del condomino/utente e permette di controllare in tempo reale i consumi di elettricità e la relativa spesa. I costi individuali per la ricarica dipendono, ovviamente, dalla potenza dell’auto e da quanto la si utilizza.  

Tag

Punti di ricarica  · wallbox  ·