Ultimo aggiornamento  03 ottobre 2022 04:38

Luce Verde

Disegnare i ricordi.

Linda Capecci * ·

Il 1974 è un anno fondamentale per la Svezia. Gli Abba dominano le classifiche con l’album “Waterloo”, Björn Borg appena diciottenne supera i migliori tennisti del mondo dopo la prima vittoria del Roland Garros. Volvo non poteva essere da meno. Ad agosto la stampa internazionale è accolta all’aeroporto di Borlänge da una lunga linea arancione: tante 245 lunghe quasi 5 metri nel colore di moda all’epoca sono pronte a conquistare occhi e note sui taccuini.

Sono anni in cui l’attenzione per le versioni station wagon come la 245 inizia ad accendersi e si trasformano da auto da lavoro a vetture disegnate per le famiglie. La nuova Volvo è un’auto da condividere, per trascorrere del tempo insieme e possibilmente all’aria aperta tutti insieme. Il messaggio è chiaro e si ritrova nelle campagne pubblicitarie in cui si vedono coppie e famiglie in gita o nella propria casa di campagna e al mare. Un’auto disegnata per entrare diritta nei ricordi più che in qualche classifica di mercato (soddisfazione che comunque alla 245 non è mancata).

La più sicura al mondo

La familiare svedese è la naturale evoluzione della 145, sebbene le modifiche apportate fossero molte. Le novità erano evidenti soprattutto nel frontale ispirato alla concept della Vesc, vettura laboratorio del 1972 che mostrava lo stato dell’arte della sicurezza Volvo.

Disegnata in modo lineare e squadrato da Jan Wilsgaard ad anticipare stili e forme di tanti mobili oggi di successo, la 245 può contare su un motore benzina quattro cilindri da 97 o 123 cavalli, il primo con carburatore, il secondo a iniezione. Dettagli, perché a sedurre l stampa e i clienti è la grande capacità di carico, con un vano modello loft di Stoccolma reso sfruttabile in ogni angolo dalla possibilità di abbattere i sedili posteriori. Tutto nella massima sicurezza perché nella sua vita la Serie 240 è diventata un benchmark per tutti con un lungo elenco di riconoscimenti: nel 1976 è scelta come standard di riferimento dall’ente statunitense Nhtsa. Alla fine degli anni ’80, per quattro anni è classificata dall’Highway Loss Data Institute come l’automobile del suo segmento più sicura negli Stati Uniti. Senza dimenticare l’ambiente: la station svedese è la prima vettura ad essere dotata della sonda Lambda. Qualcosa di rivoluzionario per quei giorni: un dispositivo grande quanto un mignolo di una mano in grado di ridurre fino al 90% le emissioni nocive dei gas di scarico.

Un’auto pensata per le famiglie che però ha saputo anche fare tendenza da intellettuale: nei primi film girati da Woody Allen è immancabile ed è emblema dei giovani della middle-class americana di sinistra quanto degli “yuppies” europei. L’ultimo esemplare della famiglia 240 è uscito dallo stabilimento di Torslanda il 5 maggio del 1993. “Abbiamo creato l’auto più sicura al mondo, un veicolo che è già una leggenda vivente e che lo diventerà ancor di più negli anni a venire.”, ha detto il ceo di Volvo dell’epoca, Pehr G. Gyllenhammar. Come dargli torto?

*Articolo pubblicato su l'Automobile 49, marzo 2021

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