Ultimo aggiornamento  27 novembre 2022 13:04

Due ruote, a luglio il mercato frena (-7%).

Antonio Vitillo ·

Quello di luglio 2022 è stato un mese decisamente in chiaroscuro per il mercato delle due ruote, con vendite complessivamente in calo, ma un segnale positivo che arriva dall’innovazione a batteria. Lo testimoniano i dati Ancma, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, che - dopo due mesi di stabilità delle immatricolazioni – segnala per gli ultimi 31 giorni una flessione rispetto al 2021 del 7% nelle vendite complessive di ciclomotori, scooter e moto.

In particolare, i veicoli messi in strada sono stati complessivamente 32.897, in un mese che poteva contare un giorno lavorativo in più di quello dello scorso anno. La perdita di vendite maggiore, del 9,2%, è attribuibile al segmento degli scooter, che sono stati in totale 17.046. Le 13.185 unità immatricolate fra le moto hanno fatto contenere le perdite al 7,5%, mentre i ciclomotori, grazie all’impulso dato dagli elettrificati, sono cresciuti del 12,5%, 2.666 sono stati i mezzi venduti.

L'elettrico raddoppia

Tiene tuttavia il cumulato annuo: fra gennaio e luglio le 205.732 unità vendute contengono il calo al 2,8%: gli scooter registrano un -10,6%, i mezzi immatricolati sono stati 99.068, mentre le moto, grazie ai 92.356 veicoli targati, segnano un incremento del 3,9% rispetto al 2021. Anche nel montante anno i ciclomotori crescono, il + 18,3% è effetto delle 14.308 unità immesse sul mercato.

Conferme sul buon momento dell’elettrico a due ruote arrivano dal +79,4% rispetto a luglio 2021, i mezzi venduti sono stati 2.184. Anche l’andamento del cumulato annuo si muove analogamente, gli 11.356 veicoli complessivi immessi sul mercato da gennaio ’22 corrispondono ad una crescita del 81,7%; nello specifico, gli scooter sfiorano il raddoppio rispetto allo stesso periodo del 2021, la percentuale del +97,4% è dovuta alle 6.644 unità.

"Problemi globali"

Una spiegazione sugli attuali dati di mercato arriva dal presidente di Confindustria Ancma, Paolo Magri: “Quello che commentiamo nuovamente oggi è uno scenario con il quale il settore convive da qualche mese” precisando “Non assistiamo in realtà a un preoccupante calo della domanda di due ruote, ma alle conseguenze dei problemi globali di approvvigionamento, che indeboliscono complessivamente la disponibilità di veicoli e falsano ancora il reale potenziale del nostro mercato”.

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