Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 13:46

Hyundai e IED, tre concept a idrogeno.

Edoardo Nastri ·

TORINO – “Qual è il modo migliore per indagare il futuro se non chiedere di immaginarne le forme a giovani studenti creativi?”. Thomas Burkle, capo designer di Hyundai in Europa, commenta con queste parole i progetti di tesi dei diplomati in Transportation Design dello IED di Torino che avevano come tematica principale lo sviluppo di veicoli sportivi, compatti (4,4 metri di lunghezza), alimentati da un powertrain a idrogeno e capaci di coniugare piacere di guida e mobilità sostenibile.

Seguendo questo argomento sono stati selezionati tre progetti, considerati dai docenti dello IED e dal team di design Hyundai i migliori del corso: Hydrone_01 (di Sara Conte, Emilio Palmieri, Filippo Checcucci e Francesco Pizzitola), Askja (di Adam Marian Cal, Giorgio Bonetti, Riccardo Seveso e Arthur Brecht Poppe) e Ava (di Pietro Artigiani, Federico Boasso, Luca Orsillo e Nicolò Arici). Gli studenti hanno sviluppato le concept car proprio come avviene in un vero centro stile, curando le fasi iniziali di studio e disegno, esterni, interni e modellazione finale 3D in scala.

Hydrone_01, doppia anima

L’ambientazione ideale di Hydrone_01 è nel metaverso, una “realtà” dove questa concept car dalle linee sportive può muoversi liberamente a grande velocità. I volumi riprendono le tematiche squadrate degli anni ’70 declinandole al futuro, seguendo quanto fatto da Hyundai con l’elettrica Ioniq 5. Hydrone_01 è una hatchback definita da superfici con teorici marcatissimi e un effetto sorpresa: la capsula dell’abitacolo può essere separata dal resto della carrozzeria e trasformarsi in un drone per volare nei cieli del futuro.

Askja, crossover del futuro

Se Hydrone_01 esplora le nuove le forme di una hatchback, Askja interroga il domani sulla tematica di sviluppo dell’architettura del momento: quella dei crossover. Due volumi, assetto rialzato, porte ad ali di gabbiano, la Askja può essere utilizzata in città nel quotidiano oppure affrontare percorsi offroad grazie alla trazione integrale. Se si vogliono affrontare viaggi più lunghi alle due bombole per i serbatoi di idrogeno presenti all’anteriore, è possibile integrarne altre due esternamente per aumentare l’autonomia. Particolarmente interessanti gli interni, la cui plancia è definita da un unico display a tutta larghezza con due “palpebre” di fronte a guidatore e passeggero.

Ava, tutto a vista

La tematica dell’evoluzione dell’architettura coupé fortemente sportiva è stata affrontata da Ava, vettura ad alte prestazioni che vuole soddisfare le esigenze estetiche e tecniche degli appassionati. Per questo gli studenti hanno deciso di lasciare a vista le componenti tecniche del modello e il powertrain, grazie a uno studio aerodinamico e a un interessante aspetto asimmetrico degli elementi frontali, come i proiettori.

Una collaborazione nata nel 2014

“Quando l’attitudine alla sperimentazione e all’innovazione dei nostri studenti incontra il know-how tecnologico di un’azienda che, come Hyundai, contribuisce alla formazione dei futuri designer, si assiste a sperimentazioni in grado di anticipare soluzioni coraggiose per nuovi sistemi di mobilità del futuro”, ha dichiarato Paola Zini, Direttore IED Torino.

La collaborazione tra l’istituto di design e Hyundai è iniziata nel 2014, anno di presentazione della PassoCorto, la concept sportiva ultra-leggera presentata in scala 1:1 al Salone di Ginevra 2014 e al Fuorisalone di Milano. Con la Kite del 2018 gli studenti hanno dato forma al concetto di Dune Buggy a zero emissioni, capace di trasformarsi in una moto d’acqua. 

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