Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 21:04

Musk, pit stop da F1 per le Tesla.

Redazione ·

A volte ritornano. In questo caso a riprendere un discorso già fatto in passato - con scarso successo al momento della messa in pratica, però - è Elon Musk. Il ceo di Tesla - via Twitter - ha rispolverato una sua vecchia promessa del 2015: quella di dotare i centri assistenza del costruttore, di un team di meccanici da F1, in grado di risolvere i problemi di un’auto nel giro, se non di secondi, di poche ore.

La prima volta che Musk se ne uscì con una simile promessa, a dirigere i servizi di customer care era stato appena chiamato Kenny Handkammer e tutto appariva possibile. A distanza appunto di sette anni, non solo le aspettative sono state disilluse, ma lo stesso Handkammer adesso lavora per i “rivali” di Lucid Motors. Eppure Musk ha rispolverato il discorso e parlato di tecniche da F1 che "rivoluzionerebbero la manutenzione delle auto tradizionali”. Una frase che pare strana detta da un ceo che non ha mai frequentato i box del Circus - e sì che si corre anche in nord America - e che tempo fa disse che i bolidi di Max Verstappen o Charles  Leclerc avrebbero dovuto essere elettrici: “dimenticando” che la Formula E esiste (e ha un Gp a New York).

Enormi difficoltà

Al di là di questo, è evidente come il programma di interventi delle squadre di F1 non possa essere replicato su vasta scala. In quel caso si parla di tecnici specializzati che fanno continui aggiornamenti ed esercitazioni per essere pronti a mettere le mani su un’auto in pochi secondi, spesso sotto scarica di adrenalina.

Una condizione che non si potrebbe ripetere in un normale garage, nei tempi dilatati di una giornata intera di lavoro. Inoltre le crew delle scuderie di punta - proprio perché i livelli di professionalità richiesti e le pressioni sono altissimi - sono molto ben pagate, un modello che è ben difficile replicare su larga scala in officina.

Problema qualità

In teoria una vettura nuova dovrebbe necessitare di poca manutenzione, ma recenti dati dimostrano come, in questo senso, la situazione dei controlli qualità nelle fabbriche Tesla stia peggiorando.

Una ricerca recente mostrato che nel 2018 solo il 43% degli acquirenti della Model 3 dichiarava di aver avuto bisogno di assistenza nei primi 30 giorni di possesso dell’auto. Questa percentuale è salita al 69% nel 2022,e con una progressione inesorabile. In soli quattro anni (certamente tumultuosi e irti di difficoltà), la qualità delle elettriche Tesla sembra essere calata inaspettatamente. E i problemi continuano ad emergere ovunque, nel senso che riguarda gli esemplari prodotti negli Stati Uniti, in Germania o Cina.

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