Ultimo aggiornamento  02 febbraio 2023 08:33

Bmw, il palazzo "quattro cilindri" compie 50 anni.

Edoardo Nastri ·

MONACO DI BAVIERA – A guardarlo da fuori sembra impossibile che il palazzo del quartier generale di Bmw a Monaco di Baviera sia stato progettato 50 anni fa. Eppure ancora oggi tutto è rimasto come l’aveva immaginato Karl Schwanzer, l’architetto austriaco che lo ha disegnato e che in 26 mesi si è occupato della sua realizzazione insieme alla “tazza”, l'edificio che ospita il museo del costruttore bavarese.

22 piani, quattro colonne centrali e altrettanti cilindri attaccati ad esse (ecco perché è conosciuto da tutti con il nome di "Quattro cilindri") per formare un disegno che dall’alto assomiglia a un quadrifoglio, il grattacielo inizia a prendere forma su un foglio di carta nel 1968 quando Schwanzer, già autore di numerosi progetti edili in Austria come il quartier generale di Phillips a Vienna (1964), partecipa al bando proposto da Bmw per la creazione di una sede completamente nuova per il suo dipartimento dirigenziale. Il ritorno al successo del marchio in quegli anni dopo un periodo di crisi aveva reso necessaria l’assunzione di nuovi dirigenti e sarebbe stato impossibile trovargli un posto all’interno dello stabilimento a pochi metri di distanza dove ancora oggi si producono Serie 3 e i4.

Un open space ante litteram

Dopo 3,5 milioni di ore di lavoro in cantiere da parte di oltre 500 costruttori e 200 architetti, ingegneri e disegnatori, l’edificio viene inaugurato qualche giorno prima del via ai Giochi Olimpici di Monaco del 1972 (tristemente ricordati per l’attentato del 5 settembre da parte di alcuni terroristi palestinesi ai danni della squadra israeliana), grazie a una velocità record di costruzione e a metodi particolarmente innovativi di realizzazione. I 22 piani del palazzo vengono, ad esempio, preparati per intero a terra (pavimenti e finestre comprese) e fissati solo successivamente alle colonne partendo dall’alto.

“Ricordo quando sono arrivato qui per la prima volta nel 1991”, racconta Oliver Zipse, ceo del gruppo Bmw, “sono rimasto impressionato dalla quantità di luce che entrava dalle centinaia di finestre e da un ambiente che stimolava la creazione dei rapporti personali e di un gruppo di lavoro coeso”. Grazie ad ampi spazi comuni l’architetto austriaco aveva anticipato concetti attuali come “l’open space”: “Oggi il mio studio si trova al 22esimo piano e gode di una splendida vista su tutta Monaco e sulla nostra fabbrica. Il “Quattro cilindri” è diventata una delle attrazioni più famose della città, un simbolo”.

Pronta la trasformazione della fabbrica 

L’adiacenza alla fabbrica è stata uno dei punti di forza del progetto perché ha consentito ai manager di essere in diretto contatto con la produzione. Dall’impianto oggi escono circa 900 vetture al giorno e dal 2026 qui si utilizzerà per la prima volta la Neue Klasse, la nuova piattaforma sviluppata da Bmw esclusivamente per i suoi modelli 100% elettrici. Il modello su cui debutterà è ancora top secret, ma alcune indiscrezioni parlano della prossima generazione della Serie 3.

L’impianto di Monaco conoscerà presto una nuova vita che vedrà una sua completa ristrutturazione volta alla sostenibilità di tutti gli edifici produttivi che si svolgerà nell’arco di un decennio. Ogni singolo impianto sarà completamente ridisegnato e inserito meglio all’interno del contesto urbano, visto che sorge a soli 6 chilometri dalla piazza principale di Monaco, con spazi più ampi per lavorare meglio e aree verdi per i dipendenti. "Parlare di visioni significa anche pensare oltre lo spirito dei tempi e sviluppare qualcosa che durerà in futuro. L’impianto di Monaco continuerà ad essere attivo anche tra diversi decenni e vogliamo ripensarlo in una veste completamente nuova”, dice Zipse. 

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