Ultimo aggiornamento  06 febbraio 2023 05:11

Tesla, secondo trimestre '22 in chiaroscuro.

Redazione ·

Tesla frena ma guadagna. Il secondo trimestre del 2022 si chiude per il costruttore di elettriche con profitti pari a 2,3 miliardi di dollari: lo stesso periodo dell’anno scorso si erano fermati a 1,1 miliardi. Ogni azione ha guadagnato 2,27 dollari mentre gli esperti di Wall Street si aspettavano che non superasse gli 1,81.

Il fatturato totale è sceso a 16,93 miliardi di dollari (17.01 erano le attese degli analisti in questo caso) rispetto ai 18,76 miliardi dei tre mesi precedenti, ponendo fine alla sua striscia di ricavi record negli ultimi trimestri.

Via i Bitcoin

Nei conti tra aprile e giugno di Tesla entra anche la liquidità derivante dalla vendita di circa il 75% dei Bitcoin che la società deteneva. Una scelta - quella di privarsi della criptovaluta - che, secondo il ceo Elon Musk “non deve essere interpretato come un verdetto” sulle potenzialità della moneta virtuale. Lo stesso manager - che in maggio aveva detto che la sua società non avrebbe ceduto i Bitcoin - ha dichiarato che la vendita è stata effettuata per aumentare la liquidità quando Tesla era incerta sulla durata del blocco delle attività in Cina a causa del Covid-19. Il costruttore ha precisato di non aver venduto nessuna delle sue partecipazioni nella criptovaluta Dogecoin.

Il cambio di direzione non è sfuggito agli esperti. "Le cessioni di Bitcoin evidenziano un fattore importante nell'analisi degli investimenti di Tesla: il suo eccentrico proprietario. Se da un lato l'impressionante innovazione di Musk ha giovato all'azienda, dall'altro il suo estro personale sta iniziando a sollevare questioni di governance", ha dichiarato Laura Hoy, analista di Hargreaves Lansdown.

Il nodo della produzione

Musk ha dichiarato in questa occasione che Tesla non ha un problema di domanda, ma di produzione e ha respinto l'idea che le incertezze economiche globali stiano danneggiando l'interesse della sua azienda, nonostante i prezzi dei veicoli siano saliti a quelli che ha definito "livelli imbarazzanti”. L’esempio è quello della Model Y, il cui costo per il cliente negli Usa - per la versione long range - è ora pari a 65.990 dollari, oltre il 30% in più rispetto al 2021.

Quanto alle fabbriche, Shanghai ha chiuso il secondo trimestre con un livello di produttività mensile record. Musk ha confermato che gli impianti di Berlino e Austin mirano a sfornare 5mila auto a settimana entro la fine dell'anno, aggiungendo che in Germania - a giugno - sono stati costruiti 1.000 esemplari a settimana.

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