Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2022 19:08

Carrozzerie, tre formati scomparsi.

Angelo Berchicci ·

Il mercato dell'auto è in continua mutazione. Oggi possiamo apprezzare design che erano impensabili fino a pochi anni fa, come berline-coupé, shooting brake e varie tipologie di vetture "crossover", che prendono in prestito elementi da formati diversi. In tutto questo sono due i principali trend che si stanno affermando: la tendenza a creare ibridi, mescolando tra loro gli stili, e poi quella - già affermata da tempo - a "suvvizzare" un po' tutti i formati, che ha portato a un vero e proprio proliferare di vetture a ruote alte.

"Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si traforma" sosteneva Lavoisier, per cui le nuove mode si sono imposte a discapito di altri formati di carrozzeria, che avevano avuto un certo successo negli anni '90 e nei primi anni 2000, mentre ora sono quasi del tutto scomparsi.

Station wagon di segmento B

La nuova versione della Skoda Fabia, entrata in listino di recente, viene proposta esclusivamente in versione hatchback. La notizia, che di per sè sembra qualcosa di scontato, significa la fine dell'ultima wagon di segmento B presente sul mercato, ovvero la Skoda Fabia di terza generazione in versione sw, che fino a poco tempo fa era ancora ordinabile. I vantaggi di questa variante della Fabia erano evidenti: in una lunghezza di appena 4,26 metri riusciva a unire abbastanza spazio per 5 persone e un bagagliaio di 530 litri, il tutto ad un prezzo di partenza di 18.450 euro.

Aspetti che la rendevano l'ideale per le famiglie in cerca di una vettura economica e senza grandi pretese, che tuttavia non hanno trovato un riscontro positivo nei numeri del mercato. Se ne va così, in sordina, l'ultima delle mini station wagon, un formato che idealmente deriva dalle versioni "famigliari" delle utilitarie anni '60, come la Fiat 500 Giardiniera.

Queste vetture, piccole ma spaziose, sono state una presenza costante nei listini degli ultimi 30 anni (pur non andando mai incontro a un vero e proprio boom di mercato). Uno dei modelli più diffusi della categoria è stata la Volkswagen Polo di terza serie con carrozzeria Variant. Da citare anche la Opel Corsa B sw, mentre in tempi più recenti ricordiamo la Peugeot 206 Station Wagon, la Seat Ibiza (quarta serie) ST, la Renault Clio IV Sporter.

Medie a 3 porte

Oggi le 5 porte sono lo standard per tutte le medie di segmento C. Più pratiche, spaziose e sicure in caso di incidente. Con l'aumentare delle dimensioni dei modelli, inoltre, sono diventate praticamente una scelta di design obbligata per creare una vettura con delle proporzioni indovinate. Tuttavia, c'è stato un tempo in cui le compatte potevano essere scelte sia a 3 che a 5 porte, con queste ultime disponibili dietro un certo sovrapprezzo. 

Le carrozzerie a 3 porte sulle auto del segmento C non erano solo un modo per far risparimare qualcosa sul prezzo di acquisto, ma donavano anche un tocco di sportività alla linea e ammiccavano a un pubblico giovanile. Inoltre, molto spesso, erano utilizzate per dare vita a versioni ad alte prestazioni, come la Fiat Stilo Abarth, la Volkswagen Golf IV R32, l'Audi S3 prima serie, l'Opel Astra H GTC OPC, la prima Ford Focus RS e le varie Honda Civic Type R fino alla nona generazione. 

Coupé compatte

Sono state il sogno - decisamente realizzabile - per molti neopatentati degli anni '90. Stiamo parlando delle piccole sportive per tutte le tasche: vetture a trazione anteriore, spesso derivate da utilitarie, che nonostante prestazioni non esagerate riuscivano comunque a far divertire alla guida, mentre "l'effetto wow" era assicurato da filanti carrozzerie coupé. Due i modelli - in perenne rivalità tra loro - che hanno interpretato al meglio questo filone: Opel Tigra e Ford Puma. Altri nomi da citare sono la Hyundai Coupé, la Renault Magane Coach e la Fiat Coupé

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