Ultimo aggiornamento  05 ottobre 2022 07:41

Stop endotermiche, sì dei ministri per l'Ambiente.

Redazione ·

Dopo una interminabile discussione, protratta fino a tarda notte, il Consiglio dei ministri europei dell'ambiente ha raggiunto un accordo sul pacchetto di misure per il clima 'Fit for 55’. Tra gli argomenti principali, i rappresentanti dei 27 Paesi hanno approvato lo stop alla vendita di auto nuove con propulsori tradizionali a benzina e diesel entro il 2035, come già successo lo scorso 8 giugno al Parlamento di Strasburgo. 

L’intesa è arrivata grazie a un paziente lavoro di ricucitura degli strappi e di eliminazione delle differenze tra i vari Paesi. In particolare al provvedimento arrivato da Strasburgo sono state aggiunte alcune postille come quella - voluta congiuntamente da Italia e Germania - che prevede di innalzare i target riguardanti l'infrastruttura di ricarica per i "carburanti alternativi" (definizione in cui rientrano sia i combustibili sintetici e rinnovabili, il cui impiego dovrà essere aumentato in una fase di transizione, sia le stazioni di idrogeno e le colonnine elettriche). Questo purché in linea con la scelta della completa eliminazione dei gas serra e al raggiungimento dell’obiettivo della neutralità di carbonio entro il 2050.

Un'importante novità inserita dal Consiglio è anche la previsione di un nuovo report nel 2026 da parte della Commissione, la quale dovrà elencare i progressi fatti e stabilire - se necassario - delle modifiche a questi obiettivi, tenendo presente "gli sviluppi tecnologici e l'importanza di una transizione verso le zero emissioni socialmente accettabile".

Costruttori di nicchia salvi

Un altro aspetto chiave dell’accordo è l’approvazione della proroga per cinque anni - dal 2030 al 2035 - dell'esenzione dagli obblighi di CO2 che viene concessa a quei costruttori che non raggiungano volumi di vendita superiori a 10mila esemplari l’anno. Una clausola che consentirà, in particolare ai produttori di auto di lusso, di beneficiare di tempi più lunghi per adeguarsi alle nuove regole e che l’Italia ha sostenuto soprattutto per difendere le proprie eccellenze della Motor Valley. 

L’intesa dei ministri di questa notte è un passo ulteriore verso la definitiva approvazione del pacchetto di misure che nel corso delle prossime settimane saranno negoziate singolarmente dal parlamento di Strasburgo con i differenti Paesi membri.

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