Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 01:44

Hyundai Ioniq 6, quando basta una linea.

Edoardo Nastri ·

LONDRA – “Quante linee vedete nella Ioniq 6?”. Simon Loasby, capo del design Hyundai, per presentare il secondo modello della gamma di elettriche Hyundai a marchio Ioniq, parte con una una provocazione. Lo stile della Ioniq 6 è infatti uno degli elementi più importanti di questa berlina che abbraccia il mondo delle coupé grazie a un’unica linea ad arco che parte dal primo montante e scende velocemente sul posteriore senza soluzione di continuità.

“Le forme della Ioniq 6 comunicano la sua efficienza”, continua Loasby, “e per realizzarle ci siamo ispirati alle streamliner degli anni ’20, un periodo che ha segnato un cambiamento radicale nel mondo della progettazione grazie all’arrivo della galleria del vento. Da quel momento in poi l’aerodinamica è diventata il centro”, ci racconta Loasby, sottolineando che il coefficiente di resistenza aerodinamica del modello è di appena 0,21.

"Una nuova pedina nella nostra scacchiera" 

Lunga 4,85 metri, larga 1,88, alta 1,49 e con un passo di 2,95 metri, la Ioniq 6 pur essendo molto diversa dalla sorella maggiore possiede alcuni dei suoi stessi ingredienti stilistici. “Non parliamo più di family feeling, non vogliamo che i nostri modelli siano una replica in scala di un’auto sempre uguale”, continua Loasby. “La definirei, invece, una nuova pedina della nostra scacchiera. Se la Ioniq 5 è la torre, questa streamliner del futuro può essere considerata il fante”.  

Ecco allora che ritroviamo anche sulla Ioniq 6 i pixel, uno degli elementi d’immagine più forti del brand. “Sono più di 700 distribuiti tra esterni e interni. Rappresentano il fondamento del mondo digitale in cui viviamo oggi e donano alle vetture un look davvero magnetico”, continua Loasby. Spostandosi all’interno ritroviamo l’impostazione vista sulla Ioniq 5 con alcuni elementi nuovi come i display degli specchietti digitali, un altro degli elementi che concorrono ad abbassare il coefficiente aerodinamico, anche se in questo caso sembrano un po' troppo grandi per ragioni di contenimento dei costi, ci raccontano i progettisti.

Loasby descrive l'abitacolo come uno “spazio vivibile personale”, impreziosito da materiali di qualità ma ecocompatibili: dalla pelle trattata ecologicamente, al tessuto derivante da plastica riciclata alla vernice bio derivata da oli vegetali alla moquette in tessuto ottenuto con il riciclo delle reti da pesca. Il tutto condito con un’elevata dose tech: il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida è completo, mentre la plancia modulare integra due display touchscreen da 12,3 pollici per infotainment e strumentazione.

Sul mercato dal 2023, produzione in Corea 

Le caratteristiche tecniche della Ioniq 6 sono ancora top secret, anche se sappiamo che condivide la piattaforma E-Gmp con la sorella Ioniq 5 e che potrebbe proporre le sue stesse unità propulsive abbinate al pacco batterie da 72,6 chilowattora. Le linee a favore di aerodinamica potrebbero quindi portare l’autonomia a più di 500 chilometri, mentre il prezzo potrebbe essere in linea o addirittura inferiore rispetto a quello della Ioniq 5.

Ipotesi a parte, per l’arrivo sul mercato europeo della Ioniq 6 bisognerà attendere l’inizio del 2023, mentre la produzione partirà in Corea già in autunno e i muletti stanno macinando chilometri in giro per il mondo per testarne l’affidabilità, un altro punto cardine del costruttore coreano. 

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