Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 19:25

Ducati DesertX, pronta per l'avventura.

Antonio Vitillo ·

OLBIA – Con la DesertX, Ducati fa il suo debutto nel segmento delle “travel enduro” da 21 pollici. Che significa avere una ruota anteriore più grande, caratteristica che da disinvoltura nella guida fuoristrada a un modello pensato anche per affrontare lunghi tratti autostradali; la posteriore è di diametro 18.

Senza proibirsi la guida sui fondi sterrati, con una DesertX ci si può non solo immaginare lontani, ma verosimilmente proiettare verso mete che con una moto specificamente pensata per il gran turismo, sarebbero irraggiungibili. A supporto c’è un serbatoio di 21 litri, che può aumentare a 29 in virtù dello spazio opzionale; i consumi dichiarati sono di 5,6 litri ogni 100 chilometri, un dato che è mediamente verosimile, soprattutto nelle percorrenze su strada.

Bene su ogni fondo

La seduta è di quelle da enduro, moderatamente alte, ma la zona di raccordo sella/serbatoio è così ben studiata da non compromettere il posizionamento dei piedi a terra. Manubrio distante quanto basti ad agevolare la guida fuoristrada, andando su strada è di buon aiuto negli inserimenti in curva, soprattutto se in successione, dove la DesertX si lascia strapazzare disegnando linee di traiettorie solide e precise, proporzionalmente all’assetto bilanciato anche per lo “off road”, anche abbastanza agili.

La maneggevolezza non manca; la DesertX non pesa molto, i 202 chili a secco battono in leggerezza la maggior parte degli scooteroni in commercio, mentre l’ergonomia propone una seduta poco affaticante anche sulle lunghe distanze, quando le soluzioni aerodinamiche pongono busto, spalle e buona parte della testa a riparo del vento frontale.  

Se la lunga escursione delle sospensioni Kayaba è stata scelta per non soffrire sulle pietraie, viaggiando a lungo su asfalto se ne gode in comfort e, complice il buon lavoro della taratura idraulica, senza disturbare la stabilità nelle curve veloci. La versatilità è il grande punto di forza della DesertX, moto che non limita i sogni di avventure; a tal proposito, Ducati ha omologato due tipi di pneumatici, quelli a disegno più stradale come altri, decisamente più indirizzati al fuoristrada.

Tanta elettronica

L'offerta di sistemi elettronici di assistenza alla guida è completa e molto ben calibrata; dal controllo di trazione all’Abs Cornering, passando per quelli delegati a verificare la forza frenante del motore in scalata o le impennate dell’avantreno, la gestione di potenza e coppia motrice erogate dal bicilindrico desmodromico Testastretta 11° di 937 centimetri cubici - parliamo di 110 cavalli e 92 newtonmetri - si affida anche a quattro “power mode” e sei “riding mode”. Il cambio elettronico è gradito alleato soprattutto nella guida fuoristrada quando, stando in piedi, si farebbe fastidioso il frequente utilizzo della frizione per cambiare marcia.  

L’impianto frenante Brembo è assolutamente efficace, non solo su terreni a scarsa aderenza, anche quando si dovesse essere costretti a frenate di emergenza. La strumentazione Tft a colori da 5 pollici, è bella nella grafica, facile da interpretare e leggibile nelle differenti condizioni di luce: si connette allo “smartphone”.

La Ducati DesertX è disponibile anche in versione depotenziata a 35 chilowatt: prezzi da 16.290 euro.

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