Ultimo aggiornamento  02 luglio 2022 01:47

Usa, per gli incentivi corsa contro il tempo.

Paolo Borgognone ·

L’8 novembre l’America torna al voto per le cosiddette elezioni di Mid-Term, una tornata elettorale che potrebbe cambiare lo scenario della politica Usa, specialmente se i repubblicani dovessero conquistare la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Una prospettiva che preoccupa e non poco i costruttori automobilistici.

Dopo una iniziale titubanza, infatti, gran parte delle Case statunitrnsi o con interessi negli Usa - Ford, Gm, Stellantis in testa, ma anche Toyota e altre - hanno sposato in pieno la politica di elettrificazione promessa e, almeno in parte, attuata dalla amministrazione Biden. Che però non è ancora riuscita a far approvare dal Congresso la legge che dovrebbe sancire l’applicazione degli incentivi all’acquisto per favorire una maggiore penetrazione nel mercato delle auto a batteria.

In particolare, interessa l'estensione del credito d'imposta di 7.500 dollari per chi compra veicoli elettrici; un provvedimento senza il quale l'industria automobilistica statunitense rimarrebbe indietro rispetto all'obiettivo della stessa amministrazione federale di raggiungere il 50% di vendite di mezzi a zero emissioni entro il 2030. Ed è già noto a tutti che, in caso di vittoria elettorale, i repubblicani faranno di tutto per affossare questo progetto.

Per questo motivo i grandi costruttori stanno lavorando perché l’iter parlamentare delle legge venga sveltito e si sono impegnati a investire più di 170 miliardi di dollari fino al 2030 per sostenere lo sviluppo, la produzione e le vendite di veicoli elettrici.

Effetto domino

Secondo molti analisti nord americani, senza interventi le case automobilistiche potrebbero spostare la produzione e l'innovazione in Europa e aumentare ulteriormente i prezzi sul mercato statunitense per gestire i margini di profitto e il flusso di cassa. Lo sostiene tra gli altri, Nathan Niese, responsabile della divisione elettrica globale del Boston Consulting Group. Secondo le stime di questa organizzazione, gli Stati Uniti - in assenza di incentivi - registrerebbero un calo di 12 punti percentuali nelle vendite di veicoli elettrici per il 2030, passando da una quota  prevista del 47% con i 7.500 dollari di credito d'imposta al 35%. Il risultato potrebbe essere una riduzione dei posti di lavoro e una dipendenza a lungo termine dalla Cina per l'innovazione e le materie prime delle batterie. 

Se il Congresso non interviene, molte Case perderebbero addirittura l'accesso al credito di 7.500 dollari: questo sussidio indiretto attualmente si esaurisce dopo che un produttore ha venduto 200mila esemplari a zero emissioni. Gm e Tesla hanno già raggiunto il tetto massimo e altri, tra cui Ford e Volkswagen sono prossime a varcare la soglia.

Per contro, i Paesi europei hanno stanziato miliardi di euro in incentivi per sostenere le vendite, le reti di ricarica e gli impianti automobilistici e alcuni offrono fino a 9mila euro in sovvenzioni per l'acquisto. La Cina ha distribuito circa 100 miliardi di yuan (14,8 miliardi di dollari) agli acquirenti privati e commerciali di veicoli elettrici dal 2009 fino alla fine del 2021 e sta lavorando per estendere i costosi sussidi e mantenere il mercato chiave in crescita.

Forze in campo

La diminuzione degli incentivi statunitensi per i veicoli elettrici coincide con l'aumento dei prezzi in tutta l'economia americana e con un'azione sempre più aggressiva da parte della Federal Reserve (la banca centrale) per restringere il credito. Queste condizioni hanno già creato problemi alle case automobilistiche in passato. In una lettera inviata al Congresso la scorsa settimana, gli amministratori delegati di Gm, Stellantis, Toyota e Ford hanno esortato i legislatori ad agire e il presidente esecutivo della Casa di Dearborn - Bill Ford - si è recato senza preavviso a Capitol Hill, sede del Parlamento, per sostenere la necessità di estendere il credito d'imposta.  

Le Case correrebbero un rischio ulteriore: quello di incorrere in centinaia di milioni di dollari di sanzioni federali se, non riuscendo a vendere un numero sufficiente di auto elettriche, non rispettassero i requisiti richiesti in termini di efficienza nei consumi, che sono stati notevolmente aumentati.

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