Ultimo aggiornamento  02 luglio 2022 01:59

Supercar e guida autonoma, quale futuro.

Angelo Berchicci ·

In un panorama automobilistico che sta cambiando a velocità da record, i costruttori di supercar non sono di certo esenti dai principali trend di mercato. E a dimostrarlo è il fatto che tutti i costruttori di nicchia hanno abbracciato o stanno per abbracciare l'elettrificazione, nonché il ricorso a modelli con carrozzerie crossover. Ma c'è anche un altro fenomeno che si sta affermando nell'automotive, seppur più lentamente: la guida autonoma

Accostare il termine "driverless" a costruttori che da sempre producono vetture tutte da guidare potrebbe sembrare un ossimoro, eppure i principali brand di lusso stanno investendo nell'intelligenza artificiale e hanno in programma il lancio di modelli con vari livelli di assistenza alla guida. Tutti, però, sembrano convergere su un aspetto: l'emozione di guidare una supercar in prima persona non dovrà mai venire meno. 

Ferrari

A riguardo il ceo di Ferrari Benedetto Vigna è stato categorico: "Nessun cliente spenderà mai soldi per far guidare a un computer un'auto creata appositamente per dare gioia al volante. Il fattore umano, l'impostazione uomocentrica, è fondamentale per Ferrari".

In un'intervista a Bloomberg Television ha però specificato che la Casa di Maranello è al lavoro sulla guida assistita: "Recentemente abbiamo invitato degli esperti di intelligenza artificiale a fare un giro sulle nostre vetture a Fiorano. Quando sono scesi dalle auto ci hanno detto 'Ok, la nostra presentazione è totalmente inutile'. In Ferrari non arriveremo mai a dotare le auto dei sistemi di livello 5, ovvero la guida autonoma vera e propria. Piuttosto ci fermeremo a un livello 2 plus".

Il manager ha quindi aperto all'utilizzo sui futuri modelli Ferrari di una versione più evoluta di tutti quei sistemi Adas già utilizzati sul mercato, che permettono di supportare il conducente in fase di accelerazione, nei movimenti dello sterzo e in frenata e assicurare il comfort quando, per esempio, si procede in coda. Situazioni in cui il guidatore deve comunque rimanere concentrato sulla strada per poter riprendere il controllo quando necessario.

Il modello ideale per far debuttare questi sistemi potrebbe essere - magari in un secondo momento - il suv Purosangue, atteso a settembre, oppure la prima elettrica di Maranello, che non dovrebbe arrivare prima del 2025.

Lamborghini

Più propenso alla guida autonoma è il ceo di Lamborghini Stephan Winkelmann, il quale  ha dichiarato di puntare alla guida assistita di livello 4 (sistemi automatizzati in tutto e per tutto, ma che richiedono ancora la presenza del conducente a bordo) per la fine del decennio. 

"Le performance e il piacere di guidare una Lamborghini devono rimanere tali, ma oggi viviamo in un mondo dove c'è sempre più traffico. Soprattutto in ambito urbano le Lamborghini dovranno disporre delle stesse funzionalità offerte dalla concorrenza", ha osservato Winkelmann.

La posizione del costruttore è stata ulteriormente chiarita dal responsabile tecnico Maurizio Reggiani: "La guida autonoma non sarà qualcosa che vedremo in modelli come la Aventador o la Huracan. Quella è un'idea che non può funzionare. Tuttavia vetture come la Urus possono essere utilizzate come daily car, per andare al lavoro o per fare lunghi viaggi. Difatti sulla Urus offriamo già Adas di livello 2, per cui sui modelli più ad uso quotidiano potremmo vedere la guida autonoma in futuro". 

Porsche

Sulla questione guida autonoma Porsche ha le idee chiare: "Le sportive Porsche saranno le ultime automobili dotate di sterzo e pedali. Se in futuro la possibilità di guidare un'auto non dovessere più essere una cosa scontata, noi lo riterremo un'opportunità per continuare a creare le auto più desiderabili e piacevoli da guidare", ha dichiarato il responsabile finanziario della Casa tedesca Lutz Meschke.  

"Tuttavia - dicono sempre da Stoccarda - ci sono alcune situazioni in cui il piacere di guida lascia spazio alla frustrazione. A nessuno piace cercare parcheggio in una strada affollata di auto o rimanere bloccato nel traffico. Eppure, queste situazioni sono piuttosto frequenti ed è proprio in questi casi che la guida autonoma rivela tutto il suo potenziale".

La Casa - che oggi offre come la maggior parte dei costruttori sistemi di assistenza alla guida di Livello 2 - ha lavorato sullo sviluppo della tecnologia "driverless" attraverso la concept Renndienst Study, un minivan pensato per ospitare fino a 6 persone, nonché mettendo a punto il prototipo di una Cayenne a guida autonoma. Il passo più importante in tal senso, tuttavia, è arrivato lo scorso anno, con la sigla di una partnership con il colosso americano del tech Nvidia, il cui scopo è proprio quello di sviluppare nuovi software per l'automazione. 

McLaren

Anche McLaren ha affrontato l'argomento, ponendo alcuni paletti quando si parla di tecnologia "driverless". "Saremo molto selettivi", ha dichiarato in passato l'ex ceo del costruttore Mike Flewitt. "La guida totalmente autonoma non è qualcosa che i nostri clienti possono trovare attraente, ma noi dobbiamo avere delle capacità in tal senso, pensate per migliorare la sicurezza, il comfort e le emissioni". 

Il costruttore di Woking, quindi, sembra aprire a una guida assistita su determinati modelli, come ha confermato un portavoce della Casa alla testata Motortrend: "Le McLaren sono fonti di divertimento, non semplici mezzi di trasporto. Sulla guida autonoma vediamo due possibili scenari: vetture costruite esclusivamente per il piacere di guidare, e modelli 'dual purpose', che possono essere utilizzati anche per gli spostamenti quotidiani. Su questi ultimi vedremmo bene l'impiego di funzionalità autonome. Ma lasceremo sempre la scelta al cliente".

Difficile per il momento stabilire quali sono i modelli "più pratici" a cui sta lavorando il costruttore britannico, che ha recentemente visto l'arrivo dell'ingegnere Michael Leiters - ex responsabile tecnico di Ferrari e in precedenza attivo in Porsche per 13 anni - come ceo. Una figura che durante la sua esperienza nella Casa di Stoccarda ha legato il proprio nome allo sviluppo della Cayenne e che potrebbe coincidere con il lancio del primo suv o della prima elettrica firmata McLaren. Modelli particolarmente adatti a sposare un certo livello di automazione.

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