Ultimo aggiornamento  27 novembre 2022 02:32

Il futuro dell'auto secondo Bip.

Redazione ·

"È prioritario per l’Italia puntare sull’equilibrio tra crescita e sostenibilità, tra evoluzione del mercato e tutela di consumatori e lavoratori del comparto". Si è concluso con questo auspiscio l'evento digitale 'The new Automotive Paradigm: a shift into the future', un’analisi sul futuro dell’auto e della mobilità, organizzato da Bip (multinazionale di consulenza). Si sono trattati poi vari temi come digitalizzazione, connettività, elettrificazione, MaaS e sostenibilità, approfonditi da alcuni esponenti del mondo dell’auto e delle infrastrutture come: Andrea Bartolomeo di MG Motor Italy, Ugo Govigli di Atlantia, Paolo Martini di Be Charge, Ana Paola Reginatto di Maserati, Gianmaria Riccardi di Enel X Way, Marco Saltalamacchia del Gruppo Koelliker, Marco Santucci di Jaguar Land Rover Italia, Stefano Sordelli di Volkswagen Group Italia e Simone Zuccotti di Eni Plenitude.

L'analisi

Secondo l’analisi eseguita sui dati European Alternative Fuels Observatory (Eafo), Eurostat e Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec), entro il 2030 nel nostro Paese dovrebbero circolare 6 milioni di vetture “alla spina”, ma oggi in Italia ci sono meno di 300mila veicoli di questo tipo ed è difficile prevedere un trend medio di immatricolato elettrico di 600/700mila vetture l’anno per i prossimi 8 anni.

In merito allo stato delle infrastrutture di ricarica e sulle sue possibili evoluzioni, l’analisi Bip evidenzia come in Italia ci siano oggi 28mila colonnine e il Pnrr supporterà la realizzazione di più di 20mila ulteriori, ma la progressione al 2030 dovrebbe essere di 15/18mila all’anno. Sono numerose quelle che mancano all’appello e il nostro Paese è lontano da realtà benchmark per l’elettrificazione come Norvegia, Francia e Germania.

"Dubbi da sciogliere"

“Sussistono perplessità sulla velocità con cui il nostro Paese sta progredendo verso una mobilità realmente sostenibile – ha detto Fabrizio Arena di BIP Automotive e Mobility -, considerando che dei 39 milioni di vetture in circolazione oggi, il 60% circa è stato immatricolato prima del 2009 (e ha quindi oltre 13 anni di anzianità) e che il mercato a maggio 2022 era in flessione del 24% rispetto al 2021 ed in caduta libera rispetto ai valori pre-pandemia del 2019”.

Gerardo Ferracane di BIP Automotive e Mobility, evidenzia inoltre che "è fondamentale per il Paese stimare l’impatto atteso dall’evoluzione della filiera automotive (includendo produttori, rete di vendita, assistenza, rifornimento, etc.), che in Italia vale circa il 16% del PIL, impiegando oltre 1 milione di persone, generando in tempi pre-pandemici entrate fiscali per quasi 80 miliardi di euro l’anno (18 miliardi solo di Iva e 38 circa di accise sui carburanti)".

"È necessario trovare una quadra tra crescita e sostenibilità, tra evoluzione del mercato e tutela di consumatori e lavoratori del comparto”, conclude Andrea Ingallinera, BIP Automotive e Mobility.

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