Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 00:03

La crisi economica secondo Musk.

Redazione ·

Anche l'uomo più ricco del mondo passa notti agitate e vede nuvole nere addensarsi sul futuro. Lo conferma Elon Musk - ceo, tra l'altro, di Tesla - che ha scritto una lettera ai massimi dirigenti della sua azienda lamentando di avere "una pessima sensazione" riguardo il futuro della economia mondiale.

Nella sua comunicazione, il manager indica anche la strada che bisognerà seguire per contrastare la crisi imminente: taglio del 10% della forza lavoro e blocco di nuove assunzioni in tutto il mondo. Una ricetta che forse aiuterà il ricco Elon a riprendere sonno ma che rischia di creare nuovi grattacapi a chi col il lavoro nelle fabbriche di Tesla ci deve sfamare una famiglia. Attualmente gli impiegarti dal costruttore di auto elettriche sono circa 100mila, secondo i dati che risalgono alla fine del 2021.

Rapporti tesi

Che Musk, non ami i diritti dei lavoratori è cosa risaputa. Negli Usa - dove la sindacalizzazione delle fabbriche non è un obbligo di legge - ha già operato in questo senso, per esempio minacciando di escludere i dipendenti che si fossero uniti in rappresentanza dalla divisione delle azioni delle due imprese.

Le cose cambiano quando dagli Stati Uniti ci si sposta in Germania, dove Tesla ha aperto la sua prima Gigafactory europea. A Berlino i sindacati non solo sono obbligatori, ma contano e pure parecchio. E infatti l’uscita del ceo che ha chiesto ai dipendenti del costruttore di elettriche e di Space X di abbandonare lo smart working e “tornare al posto di lavoro per almeno 40 ore settimanali”, pena il licenziamento in tronco, ai rappresentanti dell’IG Metall, il consorzio di rappresentanza dei metalmeccanici tedeschi, non è proprio andata giu.

Cristallina la risposta, affidata a Birgit Dietze, leader del distretto IG Metall di Berlino-Brandeburgo-Sassonia che ha subito detto che ogni lavoratore che vorrà opporsi al diktat sarà sostenuto: “Chiunque non sia d'accordo con queste richieste unilaterali e voglia opporsi, in Germania ha il potere dei sindacati alle spalle, come previsto dalla legge”.

Tesla impiega circa 4mila persone a Berlino e prevede di espandere la forza lavoro a 12mila. I dipendenti dello stabilimento di Gruenheide hanno eletto 19 persone per il primo consiglio dei lavoratori a febbraio, mossa alla quale Musk si è opposto strenuamente.

Idee diverse

Non a caso, gli altri costruttori con sede in Germania la pensano differentemente. "Abbiamo una visione fondamentalmente diversa sulla creazione di un ambiente di lavoro attraente e puntiamo sulla responsabilizzazione e sulla responsabilità personale dei nostri team per bilanciare il rapporto tra il lavoro mobile e quello in persona", ha dichiarato Gunnar Kilian, membro del consiglio di amministrazione di Volkswagen.

Un portavoce di Mercedes è altrettanto chiaro: “Il lavoro ibrido è il modello del futuro. Sono possibili diverse forme, dalla presenza completa al lavoro prevalentemente a distanza”.

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