Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2022 19:07

Stile italiano.

Massimo Tiberi ·

Li chiamavano carrozzieri, oggi diremmo designer, parola più globale anche perché inglese. Ma sono loro che hanno dato vita alla scuola di stile automobilistico più famosa del mondo nel secolo scorso. I nomi sono noti, i marchi ancora di più. Ecco alcuni modelli tra i più rappresentativi, sapendo bene che qualsiasi scelta è arbitraria. Per difetto.

*Articolo originale pubblicato su l'Automobile numero 42 luglio/agosto 2020.

Fiat 600 Multipla

È la prima monovolume prodotta in serie. Incompresa al debutto nel 1956 ma idea geniale e anticipatrice di Dante Giacosa, allora alla guida della progettazione Fiat, che verrà ripresa soltanto una trentina di anni dopo. La 600 Multipla nasce dalla necessità di dare un’erede alla 500 Giardiniera: la piccola wagon, derivata dalla Topolino, con una meccanica “tutto dietro” non offriva la possibilità di un vano di carico adeguato e la soluzione monovolume rappresentò l’uovo di Colombo. La Multipla poteva ospitare anche 6 persone e la modulabilità dell’abitacolo consentiva un uso ottimale dello spazio a fronte di una lunghezza della vettura di 3,53 metri. Le componenti meccaniche di base restano quelle della berlina 600: motore 4 cilindri da 21,5 cavalli. Prodotta fino al 1967 ha raggiunto 240mila unità.

Fiat 600 Multipla

È la prima monovolume prodotta in serie. Incompresa al debutto nel 1956 ma idea geniale e anticipatrice di Dante Giacosa, allora alla guida della progettazione Fiat, che verrà ripresa soltanto una trentina di anni dopo. La 600 Multipla nasce dalla necessità di dare un’erede alla 500 Giardiniera: la piccola wagon, derivata dalla Topolino, con una meccanica “tutto dietro” non offriva la possibilità di un vano di carico adeguato e la soluzione monovolume rappresentò l’uovo di Colombo. La Multipla poteva ospitare anche 6 persone e la modulabilità dell’abitacolo consentiva un uso ottimale dello spazio a fronte di una lunghezza della vettura di 3,53 metri. Le componenti meccaniche di base restano quelle della berlina 600: motore 4 cilindri da 21,5 cavalli. Prodotta fino al 1967 ha raggiunto 240mila unità.

Alfa Romeo Giulietta Spider

Icona dell’Italia che rinasce nel dopoguerra, l’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1955 è uno dei capolavori senza tempo di Pinin Farina, connubio di eleganza e grinta sportiva che farà scuola. La meccanica, che riprende quella della coupé Sprint nata poco prima, ha nel bialbero 1.300 da 65 cavalli il suo pezzo forte. Il suo comportamento su strada mette in ombra qualsiasi rivale, dalle MG alle Triumph, alla stessa Porsche 356. L’evoluzione del modello porterà a una maggiore potenza con i 90 cavalli della versione Veloce e la carrozzeria, ancora moderna e piena di fascino, ospiterà dal 1962 il motore 1.600 della Giulia. A partire dal 1966 avrà come erede un’altra pietra miliare del marchio italiano: la Spider “Duetto”.

Alfa Romeo Giulietta Spider

Icona dell’Italia che rinasce nel dopoguerra, l’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1955 è uno dei capolavori senza tempo di Pinin Farina, connubio di eleganza e grinta sportiva che farà scuola. La meccanica, che riprende quella della coupé Sprint nata poco prima, ha nel bialbero 1.300 da 65 cavalli il suo pezzo forte. Il suo comportamento su strada mette in ombra qualsiasi rivale, dalle MG alle Triumph, alla stessa Porsche 356. L’evoluzione del modello porterà a una maggiore potenza con i 90 cavalli della versione Veloce e la carrozzeria, ancora moderna e piena di fascino, ospiterà dal 1962 il motore 1.600 della Giulia. A partire dal 1966 avrà come erede un’altra pietra miliare del marchio italiano: la Spider “Duetto”.

Lancia Fulvia Coupé

Lo stile di Piero Castagnero è d’ispirazione nautica, originale ma in perfetta sintonia con il carattere raffinato che deve avere una vera Lancia. Al tempo stesso capace di fare moda e protagonista nei rally, la Fulvia Coupé accompagnerà la prestigiosa Casa torinese nella fase di passaggio al gruppo Fiat. In vendita dal 1965 al 1976, trazione anteriore, compatta nelle dimensioni (3,97 metri), due posti più due, rifinita con cura secondo tradizione del marchio, all’esordio la vettura monta un V4 1.200 da 80 cavalli per 160 chilometri orari di velocità massima. Ad affiancarla la versione Sport di Zagato dagli accenti più sportivi. Nel corso del tempo, numerosi ma non sostanziali gli aggiornamenti alla carrozzeria, mentre le cilindrate saliranno a 1.300 e poi a 1.600 per le varianti HF da 115 cavalli. Oltre 138mila le unità prodotte.

Lancia Fulvia Coupé

Lo stile di Piero Castagnero è d’ispirazione nautica, originale ma in perfetta sintonia con il carattere raffinato che deve avere una vera Lancia. Al tempo stesso capace di fare moda e protagonista nei rally, la Fulvia Coupé accompagnerà la prestigiosa Casa torinese nella fase di passaggio al gruppo Fiat. In vendita dal 1965 al 1976, trazione anteriore, compatta nelle dimensioni (3,97 metri), due posti più due, rifinita con cura secondo tradizione del marchio, all’esordio la vettura monta un V4 1.200 da 80 cavalli per 160 chilometri orari di velocità massima. Ad affiancarla la versione Sport di Zagato dagli accenti più sportivi. Nel corso del tempo, numerosi ma non sostanziali gli aggiornamenti alla carrozzeria, mentre le cilindrate saliranno a 1.300 e poi a 1.600 per le varianti HF da 115 cavalli. Oltre 138mila le unità prodotte.

Ferrari 275 GTB

Binomio indissolubile. Ferrari e Pininfarina raggiungono uno dei loro massimi livelli di collaborazione, tra arte e meccanica d’eccellenza, con la 275 GTB Granturismo berlinetta del 1964. Lo stile, che ricorda quello delle GTO da competizione, diventerà l’esempio classico della coupé sportiva, mentre sul piano tecnico la vettura offre novità importanti per la Casa di Maranello: prima Ferrari di produzione con sospensioni a quattro ruote indipendenti, la vettura monta un 3,3 litri V12 da 280 cavalli accoppiato ad un cambio a cinque marce in blocco con il differenziale al retrotreno. Nel 1966 arriva la 275 GTB/4, con piccole modifiche alla carrozzeria e motore a quattro alberi a camme per 300 cavalli e una velocità di 260 chilometri orari. Fino al 1968 ne verranno costruite meno di 800 unità.

Ferrari 275 GTB

Binomio indissolubile. Ferrari e Pininfarina raggiungono uno dei loro massimi livelli di collaborazione, tra arte e meccanica d’eccellenza, con la 275 GTB Granturismo berlinetta del 1964. Lo stile, che ricorda quello delle GTO da competizione, diventerà l’esempio classico della coupé sportiva, mentre sul piano tecnico la vettura offre novità importanti per la Casa di Maranello: prima Ferrari di produzione con sospensioni a quattro ruote indipendenti, la vettura monta un 3,3 litri V12 da 280 cavalli accoppiato ad un cambio a cinque marce in blocco con il differenziale al retrotreno. Nel 1966 arriva la 275 GTB/4, con piccole modifiche alla carrozzeria e motore a quattro alberi a camme per 300 cavalli e una velocità di 260 chilometri orari. Fino al 1968 ne verranno costruite meno di 800 unità.

Lamborghini Miura

Quando viene presentata al Salone di Ginevra del 1966 stupisce come una dream car e lancia il marchio Lamborghini – entrato in scena soltanto qualche anno prima – nell’Olimpo delle granturismo ad alte prestazioni. La P400 Miura affascina non soltanto per i tratti, un incontro tra classico e futuro, dovuti a Marcello Gandini all’epoca alla Bertone, ma anche per la sua tecnica d’avanguardia di chiara derivazione agonistica. Il motore, in posizione posteriore-centrale, è un V12 quattro litri da 350 cavalli che consente prestazioni ineguagliabili dalle rivali, con punte velocistiche prossime ai 280 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 in poco più di 5 secondi. La potenza salirà ancora nelle varianti S e SV fino a 385 cavalli e la Miura sarà anche un buon successo commerciale, con una produzione in oltre 700 unità fino al 1972.

Lamborghini Miura

Quando viene presentata al Salone di Ginevra del 1966 stupisce come una dream car e lancia il marchio Lamborghini – entrato in scena soltanto qualche anno prima – nell’Olimpo delle granturismo ad alte prestazioni. La P400 Miura affascina non soltanto per i tratti, un incontro tra classico e futuro, dovuti a Marcello Gandini all’epoca alla Bertone, ma anche per la sua tecnica d’avanguardia di chiara derivazione agonistica. Il motore, in posizione posteriore-centrale, è un V12 quattro litri da 350 cavalli che consente prestazioni ineguagliabili dalle rivali, con punte velocistiche prossime ai 280 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 in poco più di 5 secondi. La potenza salirà ancora nelle varianti S e SV fino a 385 cavalli e la Miura sarà anche un buon successo commerciale, con una produzione in oltre 700 unità fino al 1972.

Fiat 600 Multipla

È la prima monovolume prodotta in serie. Incompresa al debutto nel 1956 ma idea geniale e anticipatrice di Dante Giacosa, allora alla guida della progettazione Fiat, che verrà ripresa soltanto una trentina di anni dopo. La 600 Multipla nasce dalla necessità di dare un’erede alla 500 Giardiniera: la piccola wagon, derivata dalla Topolino, con una meccanica “tutto dietro” non offriva la possibilità di un vano di carico adeguato e la soluzione monovolume rappresentò l’uovo di Colombo. La Multipla poteva ospitare anche 6 persone e la modulabilità dell’abitacolo consentiva un uso ottimale dello spazio a fronte di una lunghezza della vettura di 3,53 metri. Le componenti meccaniche di base restano quelle della berlina 600: motore 4 cilindri da 21,5 cavalli. Prodotta fino al 1967 ha raggiunto 240mila unità.

Alfa Romeo Giulietta Spider

Icona dell’Italia che rinasce nel dopoguerra, l’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1955 è uno dei capolavori senza tempo di Pinin Farina, connubio di eleganza e grinta sportiva che farà scuola. La meccanica, che riprende quella della coupé Sprint nata poco prima, ha nel bialbero 1.300 da 65 cavalli il suo pezzo forte. Il suo comportamento su strada mette in ombra qualsiasi rivale, dalle MG alle Triumph, alla stessa Porsche 356. L’evoluzione del modello porterà a una maggiore potenza con i 90 cavalli della versione Veloce e la carrozzeria, ancora moderna e piena di fascino, ospiterà dal 1962 il motore 1.600 della Giulia. A partire dal 1966 avrà come erede un’altra pietra miliare del marchio italiano: la Spider “Duetto”.

Lancia Fulvia Coupé

Lo stile di Piero Castagnero è d’ispirazione nautica, originale ma in perfetta sintonia con il carattere raffinato che deve avere una vera Lancia. Al tempo stesso capace di fare moda e protagonista nei rally, la Fulvia Coupé accompagnerà la prestigiosa Casa torinese nella fase di passaggio al gruppo Fiat. In vendita dal 1965 al 1976, trazione anteriore, compatta nelle dimensioni (3,97 metri), due posti più due, rifinita con cura secondo tradizione del marchio, all’esordio la vettura monta un V4 1.200 da 80 cavalli per 160 chilometri orari di velocità massima. Ad affiancarla la versione Sport di Zagato dagli accenti più sportivi. Nel corso del tempo, numerosi ma non sostanziali gli aggiornamenti alla carrozzeria, mentre le cilindrate saliranno a 1.300 e poi a 1.600 per le varianti HF da 115 cavalli. Oltre 138mila le unità prodotte.

Ferrari 275 GTB

Binomio indissolubile. Ferrari e Pininfarina raggiungono uno dei loro massimi livelli di collaborazione, tra arte e meccanica d’eccellenza, con la 275 GTB Granturismo berlinetta del 1964. Lo stile, che ricorda quello delle GTO da competizione, diventerà l’esempio classico della coupé sportiva, mentre sul piano tecnico la vettura offre novità importanti per la Casa di Maranello: prima Ferrari di produzione con sospensioni a quattro ruote indipendenti, la vettura monta un 3,3 litri V12 da 280 cavalli accoppiato ad un cambio a cinque marce in blocco con il differenziale al retrotreno. Nel 1966 arriva la 275 GTB/4, con piccole modifiche alla carrozzeria e motore a quattro alberi a camme per 300 cavalli e una velocità di 260 chilometri orari. Fino al 1968 ne verranno costruite meno di 800 unità.

Lamborghini Miura

Quando viene presentata al Salone di Ginevra del 1966 stupisce come una dream car e lancia il marchio Lamborghini – entrato in scena soltanto qualche anno prima – nell’Olimpo delle granturismo ad alte prestazioni. La P400 Miura affascina non soltanto per i tratti, un incontro tra classico e futuro, dovuti a Marcello Gandini all’epoca alla Bertone, ma anche per la sua tecnica d’avanguardia di chiara derivazione agonistica. Il motore, in posizione posteriore-centrale, è un V12 quattro litri da 350 cavalli che consente prestazioni ineguagliabili dalle rivali, con punte velocistiche prossime ai 280 chilometri orari e accelerazione da 0 a 100 in poco più di 5 secondi. La potenza salirà ancora nelle varianti S e SV fino a 385 cavalli e la Miura sarà anche un buon successo commerciale, con una produzione in oltre 700 unità fino al 1972.

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