Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 00:53

LN, una Citroën un po' Peugeot.

Massimo Tiberi ·

Vive un periodo di forte turbolenza sul piano aziendale la Citroën all’inizio degli anni Settanta. Venti di crisi che portano all’abbandono della Maserati, acquistata nel 1968, a porre termine al rapporto con Fiat, avviato nel 1970, e ad entrare nell’orbita Peugeot nel 1974 con la conseguente creazione del gruppo PSA nel 1976.

In questa fase difficile, la casa del Double Chevron deve comunque mettere mano al rinnovamento della gamma, compresa quella delle vetture di fascia inferiore dove sono ancora in campo Dyane, Ami 8 e la stessa ultraventennale 2CV che continua a prestare la sua base tecnica.

Le nuove sinergie con PSA

Dopo aver lavorato su progetti imparentati con la Fiat 127, messi da parte causa divorzio dalla casa torinese, le necessarie sinergie portano naturalmente all’utilizzo di componenti in comune con Peugeot. Il primo frutto è una city-car che nasce da un originale ed insolito connubio tra la variante coupé della 104 del Leone ed elementi delle utilitarie Citroën. Al Salone di Parigi del 1976 viene presentata la LN, piccola tre porte (lunga 3,38 metri) che ripropone in chiave semplificata i tratti esterni della sportivetta ZL di Sochaux, differenziandosi soprattutto nel frontale con l’impiego dei fari della Dyane e per l’assetto più in carattere con la vocazione cittadina.

Un bicilindrico boxer da 32 cavalli

Ridotto all’essenziale l’allestimento interno e in ossequio alla tradizione Citroën il volante è monorazza. Molto limitata l’abitabilità ai posti posteriori (l’origine è pur sempre da una coupé) e il vano bagagli ha capienza minima ma è trasformabile.

Le sospensioni, anteriori McPherson e posteriori a bracci tirati, derivano dalla 104, l’impianto frenante monta dischi anteriori e il motore è quello, leggermente potenziato, di Dyane e Ami 8: un bicilindrico boxer raffreddato ad aria di 600 centimetri cubici da 32 cavalli, accoppiato ad un cambio a quattro marce sincronizzate, qui con leva di comando al pavimento invece del caratteristico “manico d’ombrello” Citroën.

Soltanto sufficienti le prestazioni, con una velocità massima di circa 120 chilometri orari, mentre i consumi sono piuttosto bassi.

Apprezzata dalla clientela femminile

Sul mercato nazionale il successo è discreto, sostenuto in particolare dalla clientela femminile che apprezza l’aspetto simpatico e la maneggevolezza della LN (del resto, in francese le due lettere si pronunciano Helene).

In Italia le vendite sono modeste, considerando anche un prezzo, intorno ai 3 milioni di lire, al livello della più brillante Autobianchi A112 e di poco inferiore rispetto alla Fiat 127.

Tante versioni

Con la LNA del 1978 la cilindrata sale a 650 per 36 cavalli, come sulla sopraggiunta nuova cinque porte Visa, e costanti sono gli aggiornamenti estetici e il miglioramento nelle dotazioni. Nel 1982 si aggiungono le LNA 11E e RE, che montano il quattro cilindri 1.100 Peugeot da 50 cavalli e mutano la personalità della vettura, ora in grado di superare i 140 chilometri orari, e da noi è disponibile una variante 1.000 da 45 cavalli. La produzione cessa nel 1986 a quota 350mila unità, per lasciare il posto alla più moderna AX.

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