Ultimo aggiornamento  28 gennaio 2023 05:31

Una Renault Fuego che ha fatto la storia.

Valerio Antonini ·

Stavolta non racconteremo che l'auto in vendita ha un "pezzo unico" e neanche che raggiunge "una valutazione da capogiro". Anche una vettura di serie molto diffusa - che parte da una base d’asta di 500 euro - può diventare un pezzo da collezione. È il caso di questa Renault Fuego bianca del 1983, immatricolata in Romania, apparentemente uguale a tante altre. E invece si tratta di un esemplare dal passato storico così “controverso” e “oscuro” da renderla più interessante di molte supercar: è stata, infatti, il regalo di nozze dal dittatore Nicolae Ceausescu alla figlia Zoia. Oggi può quindi essere considerata una vera e propria reliquia di un tempo lontano ma non poi così tanto. L'auto è all’asta presso la galleria d’arte di Bucarest Artmark.

Scelta diplomatica 

Ceausescu non scelse la Fuego solo per le sue pure indubbie qualità, ma soprattutto per motivi di propaganda: anche con questi dettagli - come la scelta di una vettura transalpina da donare alla figlia nel suo giorno più importante - provava costantemente ad accreditarsi presso le élite politiche e i circoli intellettuali dell’Europa occidentale, nel tentativo di distaccarsi sempre di più dall’influenza dell’Unione Sovietica. La rivoluzione rumena del 1989 culminò con la fucilazione del dittatore e della sua consorte Elena, così la vettura venne sequestrata fino al 1996. Secondo Artmark l'autoè stata utilizzata “solo per viaggi fuori Bucarest” visto che Zoia e suo marito - per spostarsi in città - utilizzavano una Dacia 1310.

Stop anticipato 

La Fuego - nata per sostituire la 15 e la 17 (177 in Italia per motivi scaramantici) - nei primi anni ’80 fu la coupé compatta più venduta in Europa. Nonostante ciò non ebbe un futuro roseo e dopo soli sei anni dalla sua introduzione venne relegata esclusivamente al mercato sudamericano. Una serie di coincidenze la tagliarono fuori in anticipo rispetto ai programmi: prima di tutto la concorrenza interna della R5 Turbo, dotata del 4 cilindri in linea Cleon-Fonte da 160 cavalli, decisamente più performante del suo motore standard da 95 cavalli (portato poi a 108), propulsore che poco si addiceva all’aspetto sportivo della coupé.

Inoltre dopo poco tempo si diffusero voci sulla tendenza all’arrugginimento rapido della carrozzeria, sempre smentite da Renault, ma che in poco tempo danneggiarono il buon impatto commerciale avuto dal 1980 al 1982. Eppure la coupé francese vantava tecnologie all’avanguardia per l’epoca: è stata la prima auto di serie dotata di Keyless Entry System, anche noto come SecuriCode, in pratica l’accesso senza chiava a distanza.

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