Ultimo aggiornamento  02 dicembre 2022 05:12

A Bologna la mobilità a misura di cittadino.

Patrizia Licata ·

Capire come si spostano le persone è la base per disegnare le politiche sulla mobilità di un’amministrazione comunale. Con questa convinzione Bologna diventa la prima città italiana ad avviare il progetto Pollicino, un’iniziativa dell’Osservatorio nazionale sulla sharing mobility i cui promotori sono i Ministeri della transizione ecologica e delle infrastrutture e la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, col patrocinio del Comune felsineo, regione Emilia Romagna e Commissione europea e la collaborazione di Tper e Nordcom.

Il progetto si basa sulla App IoPollicino da scaricare sullo smartphone e che registra, in modo sicuro e anonimo, i dati degli spostamenti dei residenti. Viene di fatto compilato un sondaggio, “Future Mobility Survey”, che sostiene i futuri servizi di mobilità tramite informazioni fornite da chi usa quei servizi.

Cittadini protagonisti

Il progetto Pollicino (che raccoglie le “briciole digitali” sugli spostamenti urbani) è dunque una chiamata a raccolta per tutti i residenti del capoluogo emiliano. Nella prima fase, che durerà dalle 4 alle 6 settimane, i cittadini di Bologna maggiori di 16 anni potranno mettere a disposizione i loro dati scaricando sul telefono l’app IoPollicino dal Play Store o dall’Apple Store. Dovranno acconsentire al trattamento dei dati personali e alla geolocalizzazione dello smartphone. Basterà a questo punto tenere operativa l’app per 7 giorni e dedicare qualche minuto al controllo e alla validazione dei dati. L’app registrerà in maniera anonima gli spostamenti.

C’è una ricompensa per chi partecipa: premi da parte dei partner del progetto Decathlon, Corrente, Bomob, Tper, Natura Sì, Enjoy, Ridemovi, Roger e Librerie.coop. Terminata la raccolta dei dati, inizierà la loro analisi. I risultati porteranno alla pubblicazione di un rapporto sul progetto. Seguirà un evento pubblico aperto a tutti i cittadini bolognesi, previsto per la fine del 2022. 

Il digitale sposa la sostenibilità

“Per trasformare la mobilità cittadina in senso sostenibile - ha sottolineato il sindaco di Bologna Matteo Lepore - la collaborazione dei cittadini è elemento fondamentale. Per migliorare la qualità dei servizi e progettarne di nuovi, più vicini al modo di muoversi delle persone, è necessario conoscerne le abitudini”.

“Il Comune avrà dei dati aggiornati utili alla città, che si appresta a sviluppare le linee strategiche del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums)”, ha detto l’Assessora alla mobilità di Bologna, Valentina Orioli.

Per Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, La sperimentazione ideata dall’Osservatorio nazionale sharing mobility è un modo ‘smart’ per migliorare le misure per la riduzione degli impatti sociali e ambientali della mobilità”.

Per questo progetto Nordcom ha messo a disposizione la propria esperienza nelle soluzioni per i trasporti: “Con il digitale si accelera il percorso verso la mobilità sostenibile”, ha detto il presidente della società, Fabrizio Garavaglia.

Le prossime tappe di IoPollicino

Bologna è la prima città italiana dove verrà condotta la sperimentazione di una Future mobility survey, ma non sarà l’unica. L’obiettivo di questo pilota è anche quello di perfezionare gli strumenti utilizzati e mettere a punto un metodo di indagine e un modello di collaborazione che possano essere replicati in futuro. IoPollicino potrebbe presto invitare i cittadini di altri Comuni e Regioni d’Italia a lasciare le briciole digitali dei loro spostamenti per collaborare attivamente alle politiche di mobilità urbana.

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