Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2022 15:27

DAF 44: tecnologia nordica, stile italiano.

Massimo Tiberi ·

Entrata nel settore automobilistico nel 1958, l’olandese Daf (Van Doorner’s Automobiel Fabrieken) esordisce con una piccola utilitaria che si differenzia da tutte le altre per un inedito sistema di trasmissione automatica, a variazione continua di rapporti, battezzato Variomatic e progettato dagli stessi proprietari fratelli Van Doorne. La vetturetta a motore anteriore, inizialmente di 600 centimetri cubici e poi 750, prosegue la carriera fino al 1974 senza modifiche sostanziali sul piano sia tecnico che estetico e dal 1964 viene affiancata da una evoluzione che si colloca nella fascia immediatamente superiore, siglata 44.

Un poco d'Italia

La linea porta la firma di Giovanni Michelotti, il designer piemontese già intervenuto sulle ultime serie del precedente modello, che sceglie la formula di una compatta tre volumi, due porte, 3,85 metri di lunghezza, dai tratti classici e sobri, ampie superfici vetrate, presa d’aria per il motore sotto il paraurti anteriore e terzo volume più squadrato per offrire un bagagliaio di buona capienza. L’abitacolo è sufficientemente spazioso per quattro persone, finiture ed equipaggiamenti confermano il carattere utilitario ma la qualità costruttiva è comunque su uno standard più che soddisfacente per la categoria e, fra gli optional, non manca il tetto apribile.

Tecnologia a bordo

Sul piano tecnico viene mantenuto lo schema a trazione posteriore ed è ancora in evidenza la trasmissione Variomatic montata al retrotreno che, grazie ad un sistema di cinghie e pulegge, mette a disposizione, agendo soltanto sul pedale dell’acceleratore, una gamma praticamente infinita di rapporti e permette di fare a meno del differenziale. Il motore, sviluppo dell’ormai collaudato bicilindrico Daf raffreddato ad aria, sale a 844 centimetri cubici per 40 cavalli di potenza, velocità superiore ai 120 chilometri orari e accelerazione da 0 a 80 in 15 secondi.

Sospensioni tutte indipendenti, freni a tamburo e sterzo a cremagliera, completano il quadro di una vettura che fa della facilità di guida il suo asso nella manica, anche se alcuni mercati, come quello italiano, ancora fortemente legati al cambio manuale  relegano in disparte la olandese. Il prezzo della 44, d’altra parte, di 995mila lire rispetto alle 725mila della Fiat 850 e superiore anche a quello della 1100 e della Volkswagen Maggiolino certo non aiuta.

In crescita

Dal 1967 la gamma viene arricchita da una versione wagon e si affianca, utilizzando lo stesso corpo vettura con poche modifiche, la 55 equipaggiata con motore Renault 1.100 da 50 cavalli per 135 chilometri orari. Un quattro cilindri, raffreddato a liquido, destinato anche ad una variante coupé, diversa esteticamente soltanto nel taglio del padiglione. Per ricordare la partecipazione Daf alla impegnativa gara Londra-Sydney, viene offerto inoltre l’allestimento più sportivo Marathon con potenza portata a 63 cavalli. Denominatore comune tecnico è sempre la trasmissione Variomatic che non delude nemmeno nelle competizioni rally e viene impiegata addirittura sulle monoposto Brabham di Formula 3.

Ultima evoluzione, dal 1972, la 66 che aggiunge la cilindrata 1.300 e che dal 1975 diventerà Volvo 66, dopo l’acquisizione del marchio olandese da parte della casa scandinava. La vita della compatta nata Daf si prolunga così fino al 1980 e circa mezzo milione di unità prodotte, mentre il cambio a variazione continua di rapporti  diventerà patrimonio, sviluppato e migliorato, di molti altri costruttori e destinato anche a modelli di fascia superiore, come ad esempio le Audi.

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