Ultimo aggiornamento  03 dicembre 2022 07:48

Aniasa, servono incentivi anche alle flotte.

Redazione ·

Aniasa, l’associazione che all’interno Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, critica la decisione del governo di escludere le flotte dai benefici previsti con il nuovo round di incentivi all’acquisto. “Un’esclusione - commenta il presidente Alberto Viano - che stupisce in quanto oggi proprio il noleggio, dati alla mano, è il principale strumento  in grado di favorire la transizione ecologica del nostro parco circolante e accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti. Auspichiamo ora che almeno le imprese possano beneficiare della rivisitazione dell’Iva sulle vetture aziendali che finalmente colmi il gap che ci separa dai principali Paesi europei”.

Nella nota che riporta le parole del suo presidente, Aniasa parla di una “visione che ancora privilegia l’acquisto dell’auto, che finirà per rallentare il processo di transizione ecologica nel nostro Paese e il passaggio graduale dalla proprietà all’uso dei veicoli; un’evoluzione che porta con sé evidenti positive ricadute in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza dei mezzi, nonché certezza sul fronte delle entrate tributarie per l’Erario”.

L’associazione ricorda di aver già invitato l'esecutivo a ripensarci evidenziando “il ruolo decisivo del comparto aziendale nella diffusione di vetture a basse emissioni: nei primi tre mesi del 2022, le società hanno immatricolato il 65% ed il 77% rispettivamente delle auto elettriche ed ibride”.

Nella nota di Aniasa si legge ancora: “Le flotte aziendali a noleggio svolgono oggi un ruolo fondamentale nel supportare il rinnovo del parco circolante (la vita media dei veicoli a noleggio è pari a 4 anni, mentre del parco circolante di 11,8 anni) e nell’immettere in circolazione vetture usate di ultima generazione, economicamente accessibili”.

Intervento sull'Iva

L’organizzazione chiede quindi - soprattutto in considerazione degli obiettivi sulle emissioni fissati dall’Unione europea - che sia “superato il regime di tassazione sull’uso dell’auto aziendale estremamente penalizzante per le imprese nazionali rispetto ai principali mercati europei. In Spagna, Francia e Germania, per esempio, la detraibilità ai fini IVA è concessa al 100%, in ottemperanza alla normativa europea, mentre in Italia vige in proposito un regime in deroga del lontano 27 giugno 2007, con l’applicazione della stessa nella misura forfettaria del 40%”.

Sull’argomento Viano ha detto: “Negli ultimi mesi sono state diverse le attività parlamentari che hanno preso in considerazione un alleggerimento del regime fiscale dell’auto aziendale, che però ancora non hanno dato i frutti sperati. Insieme alle altre Associazioni dell’automotive, abbiamo avanzato una proposta concreta con l’obiettivo di sostenere il processo di transizione ecologica e per colmare il gap competitivo con le imprese dei principali Paesi europei. Abbiamo prospettato di aumentare la percentuale di detrazione dell’IVA attualmente al 40% portandola al 100% per i veicoli rientranti nella fascia di emissioni di CO2 0-20 grami per chilometro, all’80% per quelli tra 21 e 60 grammi e al 50% per i mezzi  che arrivano a 135 grammi per chilometro”

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