Ultimo aggiornamento  28 gennaio 2023 17:47

Stellantis: in discesa la produzione in Italia.

Redazione ·

                                                                                                                                                       La produzione di veicoli in Italia negli stabilimenti di  Stellantis continua a diminuire: lo afferma il sindacato Fim Cisl che ha diffuso i dati trimestrali relativi al periodo gennaio marzo 2022. Nel complesso il calo registrato è stato del 13,5 con 180.174 unità prodotte (tra vetture e veicoli commerciali) contro le 208.242 del 2021.

Nello specifico, sono state costruite 123.484 autovetture, (-2,6%) e 56.690 furgoni (-30%). I dati - fano notare dal sindacato - sono in peggioramento anche rispetto al 2019, cioè all’ultimo anno pre-covid: -9,4% per le auto e -20,5% per i veicoli commerciali.

La Fim Cisl stima che - sulla base delle tendenze viste nei tre mesi - la produzione del 2022 potrebbe scendere sotto i 600mila veicoli, con le auto che ammonterebbero a meno di 400mila unità.

Bene le 500 elettrica

Le situazioni più pesanti come perdita dei volumi si riscontrano a Melfi - che rappresenta circa il 40% della produzione di auto di Stellantis nel nostro Paese - che ha registrato una contrazione del 22,4%  e nell’impianto della Sevel, il più grande in Europa per i furgoni (-30,4%).

In controtendenza il polo produttivo di Torino che ha volumi nel I° trimestre 2022 pari a 21.870 unità rispetto alle 18.311 rilevate nel 2021 (+19%). Il peso maggiore della crescita continua ad essere determinato dalla produzione della 500 elettrica che, partita nel mese di ottobre 2020, nel 2021 si è attestata sulle 53.819 unità, secondo il sindacato e rappresenta l’83% dei volumi dello stabilimento. Dal 10 gennaio la linea della 500e è partita su due turni, raddoppiando l’attuale produzione, che mediamente oggi si assesta su circa 316 vetture al giorno e fa “prefigurare un 2022 con oltre 65mila unità prodotte.

Le preoccupazioni

Nella sua nota, il sindacato segnala come “il tema delle forniture delle materie prime, dei semiconduttori e dell’avvicinamento della catena del lavoro sia un problema di ordine geopolitico, che il governo del nostro Paese deve affrontare in maniera strategica. Lo scoppio della guerra in Ucraina può solo peggiorare ulteriormente la questione del reperimento e del costo delle materie prime. Le preoccupazioni riguardano i lavoratori che sono pesantemente colpiti sul piano del reddito e dell’occupazione, oltre alle ripercussioni negative che si stanno determinando a cascata in tutto il settore. Non si era mai determinata una situazione di questa portata: le case automobilistiche non riescono materialmente a soddisfare gli ordini già acquisiti”.

Il sindacato ripete quindi di ritenere “fondamentale che il proseguo del confronto sull’attuazione del piano Stellantis ottenga stati di avanzamento concreti e positivi su tutti gli aspetti: dalle allocazioni delle future piattaforme e delle nuove produzioni, al ruolo assegnato all’Italia nei vari ambiti a partire dalla ricerca, al rilancio dei vari marchi nazionali, oltre alla possibilità di produrre vetture di altri marchi del gruppo nel nostro Paese. L’obiettivo principale rimane la messa in sicurezza degli stabilimenti e dell’occupazione”. 

Pper la FIM Cisl "è importante che il Governo presidi e verifichi con Stellantis le strategie del gruppo verso le aziende dell’indotto del nostro Paese, per ottenere garanzie specifiche per l’importante filiera della componentistica auto”.

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