Ultimo aggiornamento  01 dicembre 2022 05:44

I numeri della guerra.

Stefania Spaziani ·

Il conflitto scatenato dall'invasione della Russia di Putin ai danni dell'Ucraina sta costando numerose vittime anche (e soprattutto) civili e ha importanti ripercussioni economiche. Il Centro Studi di Confindustria ha rivisto al ribasso le stime del Pil tagliandolo di 2,2 punti percentuali. Si prevede che la crescita per il 2022 sarà del +1,9%. L’export italiano in Russia, nelle stime preliminari di Istat, vale 7,7 miliardi di euro, mentre quello in Ucraina 2,1.

L'export penalizzato

Quali effetti per il business dell'auto? Dell’export italiano complessivo di 9,8 miliardi euro, 9,7 riguardano il settore manifatturiero e il settore dell’automotive pesa per il 4% dei beni esportati in Ucraina, vale a dire quasi 91 milioni di euro e per il 6% per quelli esportati in Russia pari a oltre 421 milioni di euro.

Il settore degli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi vale 86,1 milioni di export verso l’Ucraina e 315,7 milioni di euro verso la Russia, mentre l’export di altri mezzi di trasporto vale altri 105,5 milioni di export verso la Russia e 5 milioni di euro verso l’Ucraina.

L'impatto sulle regioni

Tra le Regioni italiane maggiormente esposte al rischio economico del conflitto figura al primo posto l’Emilia Romagna con i suoi 114,2 milioni di beni esportati verso la Russia, seguita dal Piemonte con 111,1 milioni di euro e da Lazio e Lombardia che "rischiano" rispettivamente 57,9 e 55,3 milioni di euro. In particolare la Lombardia ha un mercato di sbocco anche in Ucraina per un valore di 38,7 milioni di euro.

Tra i maggiori esportatori a Kiev troviamo anche una regione del centro sud: l’Abruzzo può vedere compromettere 19,6 milioni di euro di export, seguito dal Piemonte con 14,8 milioni di euro e l’Emilia Romagna con 12,6 milioni di euro.

E' crisi per le materie prime

Numeri che non esauriscono le conseguenze del conflitto per l'industria perché c'è da considerare l'impatto sull'offerta di materie prime: l'Ucraina è 9° posto per produzione d’acciaio e al decimo per l’export mondiale di cablaggi per l'automotive pari al 3,4% della produzione mondiale. 

La Russia è invece il terzo produttore mondiale dopo Indonesia e Filippine di nichel, indispensabile per veicoli elettrici, pari al 10% del totale commerciato al mondo. Particolare impatto per le batterie al litio destinate ad auto elettriche e, in parte minore, ibride: il costo delle materie prime è cresciuto già di oltre il 20%.

Al ribasso ovunque

Sulla base di tutto ciò, S&P Global Mobility ha rivisto le stime sulla produzione automobilistica globale per il 2022 e il 2023: -2,6 milioni di veicoli rispetto alle precedenti stime quest’anno. Nello specifico: -1,7 milioni di veicoli in Europa nel 2022 e 480mila veicoli in meno negli USA nel 2022 e -549mila nel 2023. Nel 2022 si produrranno nel mondo 81,6 milioni di veicoli e 88,5 milioni nel 2023. C'è da preoccuparsi. Seriamente.

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