Ultimo aggiornamento  01 dicembre 2022 03:24

Forza Tonale.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Faccio il tifo per la Tonale. L’ho detto. Chi fa il mio mestiere dovrebbe essere imparziale e raccontare solo quello che vede, lasciando ciò che sente fuori dal foglio bianco. Davanti alla nuova Tonale però non si può restare indifferenti. Perché il lancio di un’Alfa Romeo è sempre migliore di qualunque altro, soprattutto oggi che arriva sei anni dopo la Stelvio.

C’è chi davanti alla Tonale storcendo il naso ha già sentenziato: “Non è una vera Alfa”. Ben sapendo che una vera Alfa però si riconosce solo al volante. La Giulia attuale è una vera Alfa: anche su questo in molti non saranno d'accordo ma la berlina italiana è ancora oggi una delle vetture più divertenti e godibili del mercato.

Mi aspetto che la Tonale non tradisca questo spirito. Ne sono sicuro. L’ho letto nello sguardo di Maria Grazia Lisbona, l’ingegnere che ha progettato i motori e in quello di Domenico Bagnasco, responsabile dei modelli ad alte prestazioni: nei loro occhi c’è la passione di un nuovo amore, c’è coinvolgimento, c’è voglia di stupire con la forza del cuore. Il cuore Alfa naturalmente.

Faccio il tifo per la Tonale perché dalle sue sorti dipende lo stabilimento di Pomigliano. Il costo di produzione in Italia, in particolare con l’esponenziale incremento dei costi energetici, è decisamente più alto rispetto alle altre fabbriche europee. Molti degli impianti Stellantis del nostro Paese sono a rischio e Carlos Tavares l’ha già fatto capire. Seppur in ritardo rispetto ai piani e al referendum del 2010, un buon risultato della Tonale potrebbe garantire a Pomigliano la piena occupazione, nonostante l’addio alla Panda. Proprio mentre, in attesa del piano industriale (e della sua successiva messa a terra), a Cassino, Melfi e Mirafiori continua il crollo dei volumi e al momento non restano che gli ammortizzatori sociali.

Faccio il tifo per la Tonale perché l’ha chiesto mio nipote. Sette anni e una grande passione per l’Alfa Romeo. Colpo di fulmine, quello che prende alla pancia senza un perché. Che poi un perché c’è sempre ed è più grande di te. Lui dei modelli storici del marchio non sa nulla e probabilmente da adulto guiderà qualcosa che abbiamo ancora difficoltà ad immaginare. Eppure stravede per la Stelvio, per le sue proporzioni, il frontale e ovviamente, lo scudetto e il trilobo. Il logo poi lo fa impazzire: “Zio, è il più bello di tutti”.

E allora, forza Tonale.

(Pubblicato sul numero di marzo 2022 de l'Automobile)

Tag

In folle
il blog di Alessandro Marchetti Tricamo
Direttore de l'Automobile

Ti potrebbe interessare

Una storia lunga cent’anni è ricca di episodi. Figuriamoci quella di un Autodromo come Monza, un destino sin da subito da protagonista per un tempo di costruzione che di per sé...

 

In attesa del piano industriale, Carlos Tavares, numero uno di Stellantis, nei giorni scorsi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera (e ad altri tre grandi quotidiani...