Ultimo aggiornamento  29 novembre 2022 08:54

Acea: sulle infrastrutture Europa in ritardo.

Paolo Borgognone ·

Le vendite di auto elettriche ed elettrificate sono aumentate di 10 volte negli ultimi cinque anni, raggiungendo 1,7 milioni di unità l'anno scorso (18% del mercato totale), mentre il numero di stazioni di ricarica pubbliche nell’Unione europea - nello stesso periodo di tempo è cresciuto di appena 2,5 volte. La denuncia arriva dalla Acea - l’associazione dei costruttori europei - che ha ripreso i dati di una ricerca di MicKinsey.  

Secondo questo studio intersettoriale - per raggiungere la proposta di riduzione del 55% di CO2 per le autovetture - sarebbero necessari fino a 6,8 milioni di punti di ricarica pubblici in tutta l'Unione entro il 2030. Si tratta di quasi il doppio rispetto al numero proposto dalla Commissione nella sua proposta di regolamento “Afir” (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), attualmente in fase di negoziazione al Parlamento di Strasburgo e al Consiglio d’Europa. Questo significa che servirebbe installare fino a 14mila punti di ricarica pubblici per tutti i segmenti di veicoli sul Vecchio continente ogni settimana, rispetto ai meno di 2mila attuali.

"La transizione a zero emissioni - ha detto il presidente di Acea e ceo di BMW, Oliver Zipse - è una corsa a lungo termine. La sfida chiave ora è quella di convincere tutti gli stati membri ad accelerare il passo nella distribuzione delle infrastrutture necessarie. Abbiamo assolutamente bisogno di una conclusione ambiziosa della proposta Afir, sia in termini di tempi che di obiettivi che fissa per ogni nazione”.

Investimenti mirati

Secondo Acea, anche se all'inizio sarebbero necessari investimenti considerevoli, questi rappresentano solo una frazione della spesa totale in progetti infrastrutturali comparabili e porterebbero enormi benefici ambientali. Per l'infrastruttura di ricarica pubblica potrebbero servire circa 8 miliardi di euro l’anno, che rappresentano il 16% di quanto viene investito, per esempio,  nel 5G e nelle reti internet ad alta velocità.

La ricerca commentata da Acea ricerca anche uno spazio ai mezzi pesanti. In questo caso luoghi, spazio e livelli di potenza necessari per l'infrastruttura dei veicoli pesanti sono sostanzialmente diversi da quelli delle autovetture. Secondo il documento, i camion avrebbero bisogno di 279mila punti di ricarica entro il 2030, di cui l'84% sarebbe in hub di flotta. I punti di ricarica rimanenti sarebbero prevalentemente pubblici, veloci lungo l'autostrada (36mila) e in zone pubbliche per un utilizzo notturno (9mila).

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