Ultimo aggiornamento  07 dicembre 2022 23:52

Cingolani: così ridurremo il caro-benzina.

Redazione ·

Il caro-benzina è nell’agenda del governo che “sta valutando l'ipotesi di praticare sui carburanti un'accisa mobile” (suscettibile cioé di un abbattimento delle aliquote applicate sulle accise stesse) utilizzando come strumento di copertura finanziaria “il maggiore gettito Iva per ottenere una riduzione del prezzo alla pompa”. Lo ha detto - nel corso della sua informativa sui rincari del costo dell'energia e sulle misure del Governo per contrastarne gli effetti - il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. L’esponente dell’esecutivo ha comunque sottolineato come “operare sui carburanti sia sempre molto complesso”. Nei giorni scorso il ministro aveva parlato di "truffa"ai danni di imprese e cittadini. Sulla situazione è stata aperta una inchiesta da parte della magistratura, svincolata dale affermazioni dell'esponente del governo.

Il problema gas

Nel corso del suo intervento, Cingolani ha parlato a largo spettro della situazione energetica nel nostro Paese, fortemente condizionata - come sta accadendo almeno in tutta l’Europa ma non solo - dal conflitto in atto in Ucraina. I consumi di gas naturale, "capostipite della filiera energetica", sono rimasti "sostanzialmente stabili nell’ultimo decennio e sono stati, nel 2021, pari a 76 miliardi di metri cubi ma negli ultimi due decenni, la produzione nazionale di gas naturale si è più che dimezzata. Questo a causa del calo fisiologico dei giacimenti a cui non si è fatto fronte da anni con nuovi investimenti in ricerca e produzione".

"Il problema  - ha proseguito il ministro - è lo stoccaggio, nel medio termine”. Infatti, ha detto Cingolani, ”se dovessimo stoccare oggi 10 miliardi di metri cubi di gas a un euro e mezzo al metro cubo il costo sarebbe di 15 miliardi di euro. Un anno fa il prezzo era di 30 centesimi di euro al metro cubo e la stessa quantità sarebbe costata 3 miliardi. Questo è' inaccettabile qe frutto solo della speculazione di certi hub, Ttf e Psv a livello europeo. Ma si chiama mercato”. Secondo il ministro della Transizione economica, in questo modo “stiamo mettendo in ginocchio gli operatori".

“Certo - ha proseguito - non è che qualcuno in Italia stia facendo qualcosa di sbagliato ma è un problema molto serio di hub” che sta colpendo non solo il nostro ma tuti paesi europei”

Cosa fare

Il futuro è - secondo Cingolani, legato soprattutto alla diversificazione delle forniture. "Nel lungo termine, a partire dal prossimo inverno, sarebbe necessario sostituire completamente i 29 miliardi di gas che prendiamo dalla Russia. Per avere fonti differenti servirebbe un orizzonte minimo di 3 anni, tramite le misure strutturali, ma per almeno i prossimi due inverni sarebbe complesso assicurare il necessario al sistema italiano. Resto per me inaccettabile l'aumento del costo del gas se non per la speculazione di alcuni hub che non producono ma fanno solo transazione"

"Ogni 8 GigaWatt l'anno risparmiamo in media 3 miliardi di metri cubi di consumo gas". Per questo il governo lavora a una "accelerazione di tutte le rinnovabili, onshore e offshore", dice Cingolani, "in particolare con interventi di semplificazione, inclusi quelli a favore dell'autoproduzione e l'installazione di impianti fino a 200 MegaWatt che vanno considerati come ordinaria manutenzione”.

ACI, “fiducia in Draghi”

Sull’argomento del caro carburante è intervenuto oggi anche il presidente di ACI, Angelo Sticchi Damiani, nel corso della presentazione di  “Autolook week”, manifestazione legata ai motori in programma a settembre nel capoluogo piemontese.

"Il taglio delle accise è quello che dà nell'immediatezza un ristoro agli italiani: qualunque altra politica  che porti a una diminuzione dell'approvvigionamento dalle attuali fonti richiede tempo e non darebbe risposte immediate di cui i nostri concittadinii hanno bisogno già da domani”, ha detto Sticchi Damiani. ”Il momento è difficilissimo per tutti, sappiamo che il governo Draghi  sta facendo tutto quello che è necessario fare e nutriamo massima fiducia in lui e in tutto l'esecutivo. Ci aspettano  tempi complicati e dovremo essere tutti, nessuno escluso, in grado  di recepire i messaggi che ci arrivano e cercare di fare nostro meglio”.

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