Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2022 18:46

Lotus Emira, tra passato e futuro.

Edoardo Nastri ·

TORINO – L’Emira è la macchina del tempo di Lotus. Powertrain, prestazioni e tecnica appartengono alla più tipica tradizione del costruttore inglese (diventato parte del gruppo cinese Geely nel 2017) mentre il design anticipa i contenuti che ritroveremo sulle Lotus del futuro.

“E’ un modello che racconta il passato e il domani del nostro marchio e sarà l’ultima Lotus ad essere prodotta con motore termico, un dato che fa crescere anche un certo interesse e valore collezionistico”, ci racconta Marco Codega, direttore commerciale e marketing di Lotus per i mercati del sud Europa, Italia compresa.

Una Lotus anche confortevole 

Nuova da cima a fondo, l’Emira è sì sportiva, ma è stata progettata ricercando un elevato livello di comfort a bordo. Una caratteristica che finora non si era mai vista su una Lotus: “Non abbiamo rinunciato certo alle prestazioni né a quelle che sono le caratteristiche del tipico divertimento e piacere di guida che cui acquista una vettura del nostro brand si aspetta”, prosegue l’ingegnere italiano, alla Lotus dal 2014.

“In più questa volta abbiamo ottime finiture, un sistema infotainment all’avanguardia su due display da 10 e 12 pollici (strumentazione), un impianto auto progettato da Keft altamente prestazionale, due sedili comodi e un certo spazio (151 litri) nel vano posteriore per due trolley. I nostri test ergonomici sono paragonabili a quelli di una berlina”.

Caratteristiche che consentiranno all’Emira di andare a insidiare più da vicino competitor decisamente agguerrite, come Porsche 718 Cayman e Boxster, 911, Alpine A110 e Jaguar F-Type. “Facciamo meglio delle concorrenti: l’Emira ha un carico aerodinamico di 55 chili a 200 all’ora e un rapporto peso potenza di 274 cavalli per tonnellata”.

Prime consegne in estate 

I clienti potranno scegliere tra due motori a benzina (posizione centrale-posteriore) per l’Emira: un 3.5 V6 di derivazione Toyota da 400 cavalli abbinato al cambio manuale o automatico (primo ad arrivare con la 1st edition) un 2.0 turbo con cambio automatico progettato da Mercedes-AMG con una potenza di circa 370 cavalli. 

“Gli ordini della 1st edition (101mila euro) sono già iniziati e le prime consegne arriveranno in estate, mentre per il 2.0 4 cilindri bisognerà attendere la fine dell’anno. Finora il 70% delle 3.5 V6 è stato scelto dai nostri clienti con il cambio manuale, un dato che indica il livello di passione che ha chi compra una Lotus”, continua Marco Codega.

E per il futuro? Entro fine marzo Lotus presenterà il primo modello 100% elettrico del marchio. Si chiamerà Type 132, sarà un suv (altra prima volta per il marchio inglese) e sarà seguito da una serie di vetture inedite che trasformeranno Lotus accrescendone i volumi di vendita che, secondo i piani, dovrebbero superare le attuali 1.730 unità a livello globale avvicinandosi alla doppia cifra entro fine decennio. Una rivoluzione radicale che, assicura, Codega, “non snaturerà l’anima sportiva di Lotus, ma la declinerà in nuovi segmenti finora inesplorati”. 

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