Ultimo aggiornamento  29 novembre 2022 19:42

Ucraina, per l’auto le difficoltà aumentano.

Luca Gaietta ·

Col passare dei giorni e l’inasprirsi del conflitto in Ucraina, anche le conseguenze sul settore automotive continuano a peggiorare e le fosche prospettive di qualche giorno fa trovano sempre più puntuale conferma. Secondo le società di consulenza J.D. Power e LMC Automotive le conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraine saranno pesantissime. Al momento la stima al ribasso per il 2022 è di 400mila unità in meno a 85 milioni. Secondo gli esperti, l’aumento del prezzo del petrolio e dell’energia, oltre a quello di altre materie prime e il clima di ulteriore incertezza finirà per pesare a nche sulle scelte dei consumatori.

Chi rischia

Il Gruppo Renault ha confermato l'intenzione di sospendere o spostare le operazioni di produzione in Russia dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Non si tratta di una decisione legata ad una risposta morale per deplorare l’azione del governo di Mosca, quanto piuttosto di una scelta obbligata, dettata dalle difficolta di reperire e soprattutto far confluire nelle fabbriche le componenti per la fabbricazione delle auto. A questo si aggiunge l’incertezza sull’effettivo peso delle sanzioni economiche verso il Paese aggressore. Citibank ha sottolineato come il costruttore francese sia uno dei più esposti nella attuale situazione, in quanto circa l’8% dei suoi introiti arriverebbero da business che coinvolgono le zone interessate dal conflitto.

Anche Volkswagen sta risentendo della drammatica situazione in Ucraina. Il colosso tedesco a causa di alcuni ritardi nella produzione di componenti nel Paese ha affermato che potrebbe fermare per alcuni giorni le operazioni in due stabilimenti in Germania.

Ford, che ha una joint venture al 50% in Ford Sollers e 3 siti di assemblaggio in Russia, ha dichiarato in una nota di essere "profondamente preoccupata" per la situazione e che è pronta a gestire qualsiasi effetto sulle sue attività in tempo reale.

Fuga dall’area

Oltre ai costruttori parecchi altri attori della filiera delle quattro ruote si trovano in emergenza a causa della situazione che si è creata con lo scoppio delle ostilità. iIl produttore di pneumatici finlandese Nokian ha affermato che stava spostando la produzione di alcune linee di prodotti chiave dalla Russia alla Finlandia e agli Stati Uniti per prepararsi a possibili ulteriori sanzioni dopo l'invasione.

Il fornitore di componentistica automobilistica giapponese Sumitomo Electric Industries, che impiega circa 6mila persone in Ucraina per realizzare cablaggi, ha comunicato di essere stato costretto a sospendere le operazioni nelle sue fabbriche e sta trattando con i clienti della potenziale sostituzione di forniture da altri luoghi.

Anche il più grande produttore di acciaio giapponese, Nippon Steel, ha dichiarato nel week end che si assicurerà alternative per una materia prima che acquista da Russia e Ucraina in caso di interruzione dell'approvvigionamento. Nippon Steel compra il 14% dei suoi pellet di minerale di ferro, utilizzato nella produzione dell'acciaio, dai Paesi belligeranti. I funzionari della società hanno affermato che il gruppo ha spostato l'approvvigionamento in Brasile e Australia e l'impatto sulla sua produzione dovrebbe essere ridotto al minimo.

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