Ultimo aggiornamento  07 dicembre 2022 15:14

Tavares: “Troppi costi per le elettriche”.

Edoardo Nastri ·

Nell’attesa della presentazione - domani - del piano strategico di Stellantis, il ceo Carlos Tavares fa il punto sull’elettrico in una chiamata con gli investitori. Il gruppo italo francese ha in previsione la conversione a zero emissioni di diversi marchi entro la fine del decennio - tra cui Ds (2024), Lancia (2026), Alfa Romeo (2027), Fiat (2027), Opel (2028) e Peugeot (2030) – e nel frattempo dovrà trovare una soluzione per contenere i costi aggiuntivi della produzione di auto a batteria rispetto a quelle termiche.

“Al momento le elettriche sono il gorilla nella stanza”, ha detto Tavares, sottolineando che questi modelli potrebbero pesare sui profitti per, almeno, i prossimi cinque anni. Secondo quanto dichiarato dal manager portoghese, “l’elettrificazione rappresenta in molti casi un costo aggiuntivo di produzione pari al 40-50% che tuttavia non possiamo trasferire completamente sul cliente”, perché i prezzi delle vetture lieviterebbero senza controllo.

La ricaduta è sui listini

Secondo uno studio della società di consulenza Olvier Wyman, la produzione di veicoli a batteria è più costosa del 45% di un modello con motore termico e il divario dovrebbe rimanere per almeno un decennio. Un gap che si rispecchia nei listini. La versione base della Fiat 500 elettriche (180 chilometri di autonomia ha un prezzo di partenza di 26.550 euro, contro i 16.250 euro della 500 Hybrid. La Peugeot 208 elettrica viene venduta in Italia a 33.850 euro, mentre la versione a benzina ha un prezzo d’attacco di 16.900 euro.

Per sostenere gli ottimi margini operativi di Stellantis (11,8% nel 2021) Tavares ha affermato che bisognerà raggiungere un guadagno in termini di produttività di almeno il 10% all’anno per i prossimi cinque anni, “in un settore la cui media garantisce in questo senso una crescita che oscilla tra il 2% e il 3% ogni dodici mesi”.

Riorganizzare concessionarie e fornitori

Tra le soluzioni messe in capo dal manager c’è la revisione del modello di distribuzione che prevede una riorganizzazione delle proprie concessionarie seguendo un modello di vendita di tipo “retail”, dove il cliente pagherà il dealer mentre le altre voci della distribuzione come incentivi o inventario saranno in capo ai costruttori. Si partirà dal 2023 in Austria, Belgio e Olanda con i marchi premium (Alfa Romeo, DS e Lancia) e le divisioni commerciali, dal 2026 seguiranno gli altri mercati e i restanti brand.

"Ho imparato dai miei 40 anni di vita automobilistica che non appena smetti di spingere, torni indietro, perché questo è un gioco competitivo", ha detto Tavares, sostenendo che anche i fornitori dovranno fare la loro parte per sostenere il maggior costo dei veicoli elettrici. “L'85% del valore di un'auto quando lascia la fabbrica è nei componenti esterni, quindi non sorprende che quando devi assorbire il 50% dei costi aggiuntivi derivanti dall'elettrificazione, i tuoi fornitori debbano dare un contributo significativo”. 

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