Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 00:27

Una Land Rover Defender rinasce elettrica.

Valerio Antonini ·

Tra i tanti "ibridi" che mischiano vetture dal sapore antico con le moderne motorizzazioni, magari a batteria, abbiamo trovato un restomod davvero unico: si tratta di un Land Rover Defender 110 soft top degli anni '90 completamente elettrificato, realizzato dalla E.C.D. Automotive Design, azienda americana specializzata in personalizzazioni del modello.

Motore Tesla  

Fiore all'occhiello dell'intervento, l'adattamento al veicolo del motore di una Tesla Model S P100D - considerata l’auto di serie a batteria più veloce al mondo - opportunamente modificato e montato dagli esperti britannici della “Electric Classic Cars” che ne hanno salvaguardato i comandi elettronici e il software aggiornabile da remoto.  

La sostituzione ha però interessato solo una parte del pacco batterie del powertrain Tesla da oltre mille cavalli, così da ottenere una potenza elettrica di circa 450 cavalli che - secondo la Casa - dovrebbe consentire al fuoristrada di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in circa 5 secondi. Anche per questo la ricarica non è compatibile con le colonnine Supercharger del marchio di Elon Musk: quindi l’auto potrebbe richiedere tutta una notte per rifornirsi di energia.

Il Defender 110 è stato rivisitato in chiave moderna sotto ogni punto di vista, con dotazioni e tecnologie di ultima generazione. La E.C.D. ha realizzato già centinaia di configurazioni alternative del modello, ma questa, dicono dalla Casa: “E’ qualcosa che non avevamo mai immaginato di fare, differente da qualsiasi altro restomod”. Viste le esigue informazioni tecniche rese note dall’azienda abbiamo indossato - solo per un attimo - i panni del facoltoso miliardario, configurando la vettura (a un prezzo che supera i 250mila euro), così da scoprirne le caratteristiche “segrete” personalizzabili.  

Pezzo per pezzo

Partendo dagli esterni - che non danno indizi riguardo l’alimentazione elettrica, a parte l’assenza di terminali di scarico - l’auto che abbiamo "preparato" è verniciata in Geyser Blue, un colore Subaru. In alternativa era disponibile un’altra tonalità del costruttore nipponico, grigio sempre tendente al celeste chiamato Cool Gray Khaki e associato al suv urbano Crosstrek, il successore dell’Outback Sport negli Stati Uniti.

Sulla carrozzeria compaiono nuovi fari ausiliari della tedesca Hella, che affiancano il verricello anteriore sopra il grande paraurti rinforzato e la vistosa griglia centrale. Per completare le opzioni abbiamo scelto freni Brembo e cerchi da 18 pollici, evitando di aggiungere il doppio roll-bar e le coperture delle maniglie, forse dei eccessi inutili. Il Defender è già massiccio così com’è. Inoltre per qualsiasi danno alla carrozzeria basterebbe riportarlo alla base per un’assistenza in garanzia pluriannuale, già compresa nei costi iniziali.  

Silenzio assoluto 

Gli interni sono realizzati con materiali sostenibili di qualità, sedili con rivestimenti in pelle, moquette sul fondo e inserti in legno naturale. L’ambiente diventa estremamente silenzioso grazie alla propulsione elettrica e isolamenti acustici aggiuntivi. Tutte le guarnizioni sono state cambiate. Scopriamo dalle immagini mostrate che il tachimetro analogico riporta il massimo di giri al minuto a 12mila, un indizio che permette di intuire che il propulsore scambiato con quello a batteria di Tesla era originariamente il potente benzina V8 da 5 litri e 525 cavalli di Rover.  

Il Defender nacque semplicemente come Land Rover nel 1948, assumendo la denominazione con le versioni 90, 110 e 127. Ne sono stati costruiti fino al 2016 (prima del New Defender) oltre due milioni di esemplari in 68 anni di storia. Il primo veicolo fu disegnato da Maurice Wilks nel ’47 ispirandosi alle Jeep utilizzate dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. È anche per questo che gli americani lo sentono così vicino alla tradizione automobilista del Paese.  

Ricerca della perfezione 

Nelle officine a Kissimmee, in Florida, la E.C.D. lavora a ritmi serrati con una maniacale attenzione ai dettagli: arriva a ricostruire interamente un veicolo ogni cinque giorni, importando direttamente dall’Inghilterra auto che altrimenti verrebbero rottamate.

Scott Wallace - uno dei co-fondatori dell’azienda con Elliot e Tom Humble - per presentare i suoi prodotti (tutti catalogati in un libro di oltre 100 pagine) ricorda quanto siano i particolari a fare la differenza: “Arrivare al 95% della perfezione è quasi un gioco da ragazzi. È quell’ultimo 5% che diventa difficile da aggiungere per arrivare a dama. I nostri clienti desiderano un prodotto indistruttibile, oltre che innovativo e personalizzabile oltre ogni limite”. 

Ti potrebbe interessare