Ultimo aggiornamento  03 febbraio 2023 23:54

La crisi dell'americana Nikola Motors.

Redazione ·

Tempi duri per Nikola Motors, start up Usa di mezzi pesanti elettrici e a idrogeno già al centro di una inchiesta della Stock exchange Commission, (l’ufficio federale che controlla la Borsa) per sospette false dichiarazioni agli investitori che avrebbero coinvolto "tutti gli aspetti del business". Alle difficoltà per il fallimento dell’intesa con Gm per realizzare un pick up a batteria e lavorare insieme sullo  sviluppo delle celle a combustibile causato proprio dalla situazione legale, si aggiunge ora la fuga di molti dirigenti della sezione approvvigionamenti che, oltretutto, non sono stati sostituiti in quanto l’azienda starebbe applicando una politica di blocco delle assunzioni.

Tre addii importanti

Sarebbero tre in particolare i dirigenti che hanno lasciato la società fondata a San Lake City nel 2014 e che ha la sua sede a Phoenix, in Arizona dove impiegherebbe circa 1.000 dipendenti: Matthew Jenkins, direttore della catena di approvvigionamento e acquisti, Mike Chaffins, a capo della intera sezione e Mike Gallager che rivestiva l’incarico di direttore degli acquisti. Tutti e tre avevano portato a Nikola Motors l’esperienza accumulata nel settore e sono stati fondamentali per gli accordi che hanno permesso lo sviluppo dei mezzi a zero emissioni, come quelli con Proterra per i pacchi batteria, Bosch per i sistemi di celle a combustibile e Iveco per la produzione.

Fonti vicine all’azienda - ma non confermate - hanno parlato di contrasti con il Cfo, Kim Brady, a cui l’intera filiera degli approvvigionamenti riferiva direttamente. L’impossibilità di assumere personale esterno avrebbe spinto Nikola Motors ad affidarsi a forze interne, promuovendo altri dipendenti ai ruoli occupati dai tre dimissionari.

Un mare di guai

Come accennato le cose per Nikola non vanno bene già da un po’. A dare il via ai problemi un rapporto di Hindenburg Research che ha accusato il fondatore dell’azienda Trevor Milton di aver riferito cose non vere agli investitori per aumentare il valore della azienda, tra l’altro falsificando il primo video reso pubblico sul suo camion a idrogeno "Tre". A luglio, Milton è stato ufficialmente accusato di tre capi d'accusa di frode criminale e si è dimesso. La società è in attesa della conclusione della indagine portata avanti dalla Sec e rischia una multa fino a 125 milioni di dollari.

Tutto questo ha portato a un rallentamento dei programmi di sviluppo dei mezzi elettrici e a celle di combustibile oltre a costare a Nikola l’accorso con Gm per la realizzazione comune del pick up a batteria Badger. Il costruttore di Detroit aveva anche ipotizzato di entrare nella società acquistandone l'11% circa delle azioni, ma quando è scoppiata la grana legale col fondatore ha scelto di rinunciare. Nikola Motors ha visto la sua valutazione crollare nell'ultimo anno e ha perso oltre 250 milioni di dollari nel terzo quadrimestre 2021 con solo circa 500 milioni di dollari in bilancio.

Nell’ultima parte dell’anno sono iniziate le consegne dei primi camion "Tre" e sono arrivate nuove commesse, come quella della società dell'Illinois Henyff Transportation Systems, ma si prevede che le perdite possano allargarsi ulteriormente: i conti degli ultimi tre mesi del 2021 saranno divulgati il 24 febbraio.

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