Ultimo aggiornamento  29 novembre 2022 09:15

L'Europa rilancia sui chip.

Angelo Berchicci ·

La Commissione Europea ha presentato il piano per diminuire la dipendenza dai costruttori asiatici di chip, in modo da scongiurare future crisi come quella che sta colpendo duramente i produttori auto. Il documento, ancora sotto forma di proposta, prende il nome di European Chips Act e prevede investimenti per 45 miliardi di euro entro il 2030.

Aumentare la resilienza

A presentare ufficialmente il pacchetto di misure è stata la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, specificando che dei 45 miliardi, 30 saranno costituiti da programmi già previsti, come Next Generation Eu e Horizon Europe, a cui si andranno ad aggiungere 15 miliardi di fondi tra investimenti pubblici e privati.  

Un provvedimento che non ha solo lo scopo di aumentare l'autonomia dell'Europa nella produzione di semiconduttori, ma anche quello di mettere in grado le aziende del Continente di competere con i colossi asiatici. "Con lo European Chips Act vogliamo migliorare la resilienza in caso di altre crisi, anticipando e risolvendo le interruzioni nella catena di approvvigionamento” ha commentato la von der Leyen.

In una prospettiva di lungo periodo Bruxelles punta anche ad aumentare la produzione di chip per "rendere l’Europa leader in questo mercato", in modo da più che raddoppiare il proprio share a livello globale entro la fine del decennio, portandolo dall’attuale 9% al 20%

Focus su ricerca e innovazione

A grandi linee il piano si concentrerà sulla ricerca e l'innovazione in campo industriale, nonché sull'incremento della capacità produttiva. Anche la disciplina normativa avrà un suo ruolo, con una parte dedicata agli aiuti di Stato, che in un campo particolarmente strategico come i chip potrebbero essere consentiti "sotto strette condizioni". 

Le proposte elaborate dalla Commissione interesseranno anche la formazione professionale, il capitale umano, e il supporto alle startup e alle piccole e medie imprese, oltre ad aprire alla possibilità di partnership con altre economie, prime su tutte Usa e Giappone. Ora il pacchetto dovrà essere esaminato e approvato dagli organi legislativi dell'Ue - Parlamento e Consiglio - per poter essere trasformato in provvedimenti normativi. 

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