Ultimo aggiornamento  02 febbraio 2023 09:07

Targhe estere, dall'1 febbraio si cambia.

Redazione ·

A partire da oggi cambiano le regole per la circolazione dei mezzi con targa straniera in Italia. Le novità sono due: una concerne chi si trasferisce nel nostro Paese e ha un veicolo immatricolato all’estero, mentre dal 18 marzo prossimo saranno in vigore nuovi obblighi anche per chi guida da noi vetture registrate oltre confine e di proprietà di altre persone.
Iniziamo dalla prima novità, valida appunto da oggi 1 febbraio. Ora il proprietario di un veicolo registrato fuori Italia che trasferisca qui la sua residenza può circolare liberamente ma solo per tre mesi. Dopo scatta l’obbligo di immatricolazione al Pubblico Registro Automobilistico o il trasferimento all’estero del mezzo. La disposizione prevede delle eccezioni, per esempio per i lavoratori frontalieri e altre categorie in servizio fuori dai confini nazionali. In caso di mancato rispetto della norma previsto il sequestro del mezzo, una multa di 400 euro e l’obbligo, come detto di immatricolare o trasferire altrove il veicolo.

I casi più spinosi

Dal prossimo 18 marzo, invece, entrerà in vigore la novità che riguarda le persone residenti in Italia che guidano veicoli immatricolati oltrefrontiera e di proprietà di altre persone, fisiche o giuridiche. In questa situazione particolare, le opzioni sono due.
Se la persona disponde del veicolo fino a 30 giorni anche non consecutivi in un anno solare, a bordo dovrà obbligatoriamente esserci un documento, datato e sottoscritto dall'intestatario, da cui risultino a quale titolo e per quanto tempo il mezzo è affidato alla persona che lo sta guidando. Al fine dell'applicazione di questa nuova norma, a fare fede sarà la disponibilità del mezzo stesso, non la sua effettiva circolazione sul territorio nazionale.

Se l'utilizzo per una persona fisica residente in Italia o una persona giuridica con sede nel nostro Paese supera i 30 giorni, occorre la registrazione al Pra. A questo proposito l’Automobile Club d’Italia - che gestisce il Pubblico registro automobilistico - sta realizzando uno  archivio elettronico dei veicoli immatricolati all'estero in cui, a partire dal 18 marzo, si dovranno registrare i mezzi, specificando titolo e durata della disponibilità e ogni successiva variazione. In via di definizione la tariffa a cui l’operazione sarà soggetta. Anche in questo caso ci sono delle eccezioni, sempre legate a stretti rapporti con stati esteri vicini come la Repubblica di San Marino e la Svizzera. 

La legge aggira il problema dell’accertamento delle effettiva disponibilità del mezzo, difficile da stabilire da parte delle forze dell’Ordine. Lo fa considerandola una condizione acclarata e quindi imponendo l'obbligo di registrazione. In caso di mancata presentazione contestuale della documentazione specifica richiesta, il mezzo verrà sequestrato per 30 giorni (fino a un massimo di 60) e scatterà una multa di 250 euro. In caso di ulteriore assenza dei documenti o di comprovata trasgressione alla disposizione previste ulteriori sanzioni rispettivamente di 727 e 712 euro.  

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