Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2022 02:52

L’importanza di chiamarsi Mercedes.

Paolo Borgognone ·

"Cosa c’è in un nome? Quello che chiamiamo rosa, anche con un altro appellativo, conserva sempre il suo profumo”. William Shakespeare faceva dire questo aforisma alla giovane Giulietta Capuleti nella sua tragedia veronese di fine ‘500. Eppure un nome a volte può significare molto. Ne parliamo perché da oggi 1 febbraio Daimler Ag cambia - appunto - nome e diventa Mercedes Benz Group AG. Cambia per  sottolineare l'importanza dell'automotive e anche per restare uguale, visto che nell’immaginario collettivo le auto “con la stella” sono da sempre e per tutti "le Mercedes". E’ così da quasi 100 anni da quando, eravamo nel 1926, gli inventori Carl Benz e Gottlieb Daimler hanno fuso le loro attività, la Daimer-Motoren-Gesellschaft e la Benz Patent Motorwagen - per dare visita a un leggendario costruttore automobilistico, destinato a entrare nella leggenda.

Da oggi quindi nascono ufficialmente due società. Una conserva il nome della figlia dell’imprenditore austriaco Emil Jelinek, che ordinò a inizio '900 la prima vettura da Daimler e la battezzò come la sua sfortunata primogenita, Mercedes. Una donna che - a differenza del marchio che ne ha tramandato la memoria e che è simbolo stesso di solidità e durata nel tempo - ha conosciuto gravi rovesci personali ed economici e ha avuto, purtroppo, una vita breve. L’altra è la Daimler Truck Holding AG - lanciata come società indipendente alla Borsa di Francoforte il 10 dicembre del 2021 - che si occuperà di mezzi pesanti, camion e autobus e di cui la casa madre detiene il 35% della proprietà. Un modo per aumentare ulteriormente il valore del gruppo. 

Il simbolo in borsa dell'azienda passa da "DAI" a “MBG”, ma per gli azionisti non ci saranno ulteriori differenze e  i titoli resteranno quotati nell'indice azionario tedesco blue-chip DAX. Attualmente il valore del costruttore si aggira sui 77 miliardi di euro.

“Cuore dell’azienda”

Il nuovo Gruppo Mercedes-Benz si concentra così completamente sui suoi marchi di autovetture Mercedes-Benz, Mercedes-AMG, Mercedes-Maybach e Mercedes-EQ e sui furgoni. Secondo la nota ufficiale, ora “sarà in grado di sviluppare pienamente il suo potenziale economico in futuro e di sfruttare meglio i suoi punti di forza competitivi”. Il che significa in particolare lavorare sull’elettrificazione e la connettività, “dominando la trasformazione del settore con ancora più successo e nella piena libertà imprenditoriale”, ha sottolineato Bernd Pischetsrieder, presidente del consiglio di sorveglianza di Daimler. Il tutto - chiaramente - anche con l’obiettivo di “creare valore per gli azionisti e aumentare la redditività”.

“La divisione - ha spiegato il presidente del consiglio di amministrazione della società Ola Källenius - sottolinea un rinnovato orientamento strategico. Così facendo, vogliamo chiarire dove vediamo il cuore della nostra azienda: la costruzione delle auto più desiderate al mondo. La stella della Mercedes è sempre stata una promessa per il futuro: cambiare il presente per migliorarlo. Vogliamo continuare questa eredità dei nostri fondatori assumendo la leadership nella mobilità elettrica e nel software dei veicoli”.

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

Il costruttore fissa l’obiettivo di metà percorso, visto che intende azzerare la CO2 dal 2039. 15% dell’energia utilizzata verrà dal vento e dal sole

· di Luca Gaietta

Secondo la testata tedesca Automobilwoche il costruttore potrebbe eliminare gradualmente dalla gamma le familiari, partendo dalla CLA Shooting Brake nel 2025