Ultimo aggiornamento  26 novembre 2022 20:41

Robotaxi, la strada è spianata.

Patrizia Licata ·

Nel prossimo futuro sarà più probabile prendere un robotaxi che guidare – anzi, possedere - un’auto autonoma. Il motivo è semplice: per quanto sembri paradossale, è più facile e meno costoso per le case automobilistiche realizzare veicoli con automazione totale (livello 5) che intermedia (livello 3), in cui il pilota è sempre presente. Lo afferma l’ultimo studio di GlobalData sui trend tecnologici del 2022. Il report “Tech, Media, & Telecom (TMT) Predictions 2022 – Thematic Research” sostiene che al momento le auto autonome sono più “hype” che sostanza: ovvero un argomento che suscita entusiasmo e aspettative ma senza la concretezza di un vicino arrivo sul mercato.

Perché autonoma è difficile

I costruttori hanno due difficoltà nel realizzare l’auto autonoma. La prima è che il driverless è tecnologicamente complesso e, quindi, costoso in termini di ricerca e fornitura di componenti. Tra questi ci sono i chip, la cui produzione è oggi inferiore alla domanda dell’industria automotive (e la carenza proseguirà almeno per tutto il 2022, secondo gli analisti di settore).

La seconda è che i veicoli automatizzati saranno soggetti a severe normative sulla sicurezza e la responsabilità in caso di incidenti. Ma le regole ancora non sono definite e questo crea incertezza per i costruttori.

I costruttori sceglieranno gli estremi

Il risultato è che le case automobilistiche cercheranno la strada meno rischiosa concentrandosi sui due segmenti opposti del mercato: automazione totale per i taxi, che rappresentano una flotta limitata, e medio-bassa (livello 2) per le auto private.

Il mercato di massa avrà dunque le auto automatizzate come le conosciamo adesso, ovvero con sistemi Adas di assistenza alla guida. Per i trasporti pubblici o privati a noleggio potremo vedere circolare veicoli con tecnologia superiore: 5,1 milioni di auto autonome di livello 4 (guidano da sole in aree circoscritte) e 2,7 milioni di livello 5 (possono circolare ovunque in sicurezza e non prevedono comandi, pedali e volante) nel 2035, sostiene GlobalData

Il salto tecnologico

Quali le prospettive per le auto con automazione di livello 3? A questa categoria appartengono modelli già in commercio, come le Tesla. Il software è medio-avanzato, perché il conducente può, in condizioni precise e per periodi di tempo limitati, non occuparsi della guida. Deve comunque rimanere vigile.

Ma il salto tecnologico tra il livello 2 e il 3 è notevole, spiega GlobalData, a tal punto che alcuni costruttori si chiedono se ne valga la pena, dati gli elevati costi finanziari e i lunghi tempi di ricerca e validazione. Meglio investire sui passaggi successivi 4 e 5 mentre, per l’automazione "3" sulle auto private, le Case attenderanno che si chiarisca il quadro normativo e che le tecnologie diventino più accessibili.

Grandi nomi in campo

Strada spianata, invece, ai robotaxi: quelli con automazione di livello 4 saranno presto in circolazione nelle grandi città di tutto il mondo, prevede GlobalData. A dare la spinta sono gli investimenti dei colossi tecnologici americani e cinesi come Apple, Waymo (di Google), Amazon, Baidu, Alibaba (che finanzia i taxi-robot di AutoX).

In campo ci sono anche i gruppi della logistica, come FedEx, che è pronta a lanciare un servizio di Tir autonomi nel 2023 in America. Anche Cruise (di General Motors) ha annunciato i suoi piani: 1 milione di auto autonome entro il 2030. E saranno soprattutto taxi pubblici e privati.

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