Ultimo aggiornamento  02 febbraio 2023 11:36

Biodiversità.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

 

Il futuro dell’auto si chiama biodiversità. Lo dice bene Gill Pratt. L’americano è una sorta di scienziato capo di Toyota, con un curriculum poco convenzionale per un manager dell’industria automobilistica: una laurea in filosofia che completa quella in ingegneria elettronica e per cinque anni a capo del Darpa, il dipartimento per la robotica della Difesa americana. Pensiero e intelligenza artificiale.

La natura va presa ad esempio. Milioni di specie differenti, animali e vegetali, vivono nel nostro pianeta. Il perché ha diverse ragioni. Clima e condizioni variano geograficamente ed è inevitabile aspettarsi specie differenti in luoghi diversi. Le volpi artiche non resisterebbero mai nel deserto. Le condizioni migliori di una specie non sono uguali per un’altra. Cosa c’entra questo con l’auto? C’entra e molto.

Tutti noi riteniamo che l’auto elettrica, con le sue zero emissioni allo scarico, rappresenti insieme il punto di partenza e di arrivo. Come in natura però, quando si parla di ricarica, le condizioni cambiano: in Europa circa un terzo dell’energia arriva da nucleare e rinnovabili. In Giappone il 90% è ricavata da combustibili fossili. La situazione in Cina non è diversa. Alcuni Paesi ricaricano l'auto con un’energia pulita, altri no. E quando si parla di emissioni complessive la differenza è notevole. Le elettriche sono meravigliose ma solo in alcune aree, in altre sono meno virtuose delle tradizionali. Non possiamo avere volpi artiche nel deserto. A ogni condizione la sua auto: ibrida, alimentata a biocombustibili, a idrogeno o elettrica. Auto-diversità appunto.

In natura animali e piante non vivono in una campana di vetro ma sono connessi in una rete, dove ognuno è sopravvivenza per l’altro. E qui torniamo all’auto: tutti devono essere messi in condizione di dare il loro contributo. La partita per i cambiamenti climatici si gioca e si vince insieme. Giusto promuovere elettriche e ibride che in città hanno grande valenza ambientale e listini più accessibili. Così come il biometano, del quale in Italia esiste una buona filiera. Corretto però dare anche un contributo a chi rottama una vecchia vettura con una nuova Euro 6 piccola e compatta. Ancora auto-diversità.

La biodiversità rende poi la vita più forte e un futuro meno incerto. Oltre 60 milioni di anni fa, un meteorite portò all’estinzione il 75% delle specie esistenti. Per la grande diversità delle vite però la Terra si salvò e nel tempo nacque il genere umano. Concentrare tutto su un’unica tecnologia rende più deboli. L’evoluzione del pianeta è la dimostrazione che per un domani migliore la soluzione è la diversità. Auto compresa.

(Pubblicato sul numero di gennaio 2022 de l'Automobile)

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Direttore de l'Automobile

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