Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2022 03:20

Stellantis, Tavares: "Siamo sulla buona strada".

Paolo Odinzov ·

Il Gruppo Stellantis, nato il 17 gennaio 2021 dalla fusione tra il colosso italo-americano Fca e quello francese Psa, festeggia il primo anniversario (con una quotazione in borsa aumentata del 60%) e confermaa la presentazione del piano strategico a lungo termine industriale il 1° marzo, mirato a definire il futuro della mobilità offrendo soluzioni moderne e sostenibili.

Facendo poi il punto in un'intervista a quattro importanti testate europee (Corriere della Sera, Les Echos, Handesblatt, El Mundo) su quanto fatto nei primi 12 mesi di vita della azienda, il ceo Carlos Tavares si è detto soddisfatto, evidenziando come Stellantis abbia costruito fondamenta solide e ottenuto eccellenti risultati finanziari, lanciando lo scorso anno oltre 10 novità, e creato partnership che si riveleranno cruciali nell’andamento futuro dei vari marchi facenti parte del Gruppo.

Questo contando su investimenti per più di 30 miliardi di euro fino al 2025, volti a implementare le strategie di elettrificazione e software. Oltre a una strategia di elettrificazione con 33 veicoli a batteria già disponibili e altri 8 in arrivo nei prossimi 18 mesi. Tavares tuttavia critica la proposta della Commissione europea di avere solo auto a zero emissioni dal 2035: "E' una scelta politica, non industriale". E ancora: "La brutalità di questo cambiamento crea rischi sociali".

"Nuova era"

"Il nostro settore sta entrando in una nuova ed entusiasmante era, contraddistinta da stili di vita digitali sempre più diffusi", ha detto il manager. "Non è una coincidenza che Stellantis sia nata proprio quando il mondo richiede un nuovo tipo di approccio, che sospinga questo imperativo umano fornendo una libertà di mobilità pulita, connessa, accessibile e sicura per tutti. Abbiamo ancora molto da fare per continuare a migliorare la nostra nuova azienda, ma siamo sulla buona strada”.

Il nodo dei costi di produzione

Una strada che Tavares intende percorrere tenendo conto anche delle varie incognite e svolte necessarie nel settore. Prima fra tutte il permanere degli incentivi per l’elettrico, che secondo il manager dovrebbero durare fino al 2025. Oltre a considerare, visto il divieto di vendita di veicoli termici in Europa a partire dal 2035, una rapida trasformazione di tutte le fabbriche che Stellantis ha già iniziato, attuata anche dall’ intero ecosistema di fornitori intorno ai produttori di auto.

C’è poi la questione di un abbattimento dei costi di produzione in Italia, dove è anche in corso una negoziazione col governo per realizzare la gigafactory a Termoli. Nell'intervista, Tavares lamenta che i costi dell'energia in Italia siano molto alti in rapporto ad altri paesi europei.

Mentre riguardo alle concessionarie in Europa, per il manager è necessario che queste vengano  ridimensionate in modo ridurre i costi e le spese di gestione, puntando su una maggiore qualità dei servizi, anche a fronte del ruolo che stanno avendo nella vendita delle vetture gli show room virtuali in internet.

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