Ultimo aggiornamento  04 febbraio 2023 19:04

Ford Mustang da record.

Valerio Antonini ·

Alcune automobili sembrano “immortali”, in grado di attraversare il tempo. Quando parliamo di un vero oggetto di culto come la Ford Mustang può accadere che il futuro rimanga strettamente legato al passato, alla storia sportiva del marchio, capace di rievocare avvincenti sfide, indimenticabili successi, raggiunti con passione e forza di volontà. 

Così, mentre per le strade limitrofi al quartier generale dell’Ovale Blu a Dearborn (Detroit) è stato avvistato un prototipo camuffato che - anche per i dettagli “Bullitt” somiglia tanto alla prossima GT prevista per il 2024, la “madre” di tutte le Mustang da corsa, la prima Ford Shelby GT350 Competition (più comunemente conosciuta come GT350R) registrata ufficialmente a una gara, poi vinta, nel 1965 - veniva battuta all’asta a oltre 4 milioni di dollari (oltre 3.5 milioni di euro), la valutazione più alta mai raggiunta da un esemplare della celebre sportiva.

Grande schermo

Non poteva essere altrimenti per un bolide da blockbuster cinematografico, in grado di rappresentare l’essenza stessa delle competizioni motoristiche: il desiderio di correre più veloce degli altri, vincere. Era il sentimento che mosse Carroll Shelby per dipingere questa perfezione ingegneristica, che spinse il pilota leggendario Ken Miles oltre ogni limite, un valore che resterà tangibile anche nella settima generazione del modello stradale, di cui abbiamo potuto intravedere solo qualche assaggio. La Mustang sarà sempre una vettura rievocativa. 

Esordio vincente

L’esemplare venduto all’asta Mecum di Kissimmee, in Florida, riporta il numero di telaio 5R002 e si tratta della GT350R - guidata proprio da Miles - che fece il suo esordio nelle corse, al Green Valley Raceway a Smithfield, in Texas, nel 1965. Una prima assoluta anche bagnata da una roboante vittoria, che accese subito i riflettori sulla dichiarata competizione aperta con la Ferrari, dominante all’epoca nella categoria con 6 successi consecutivi alla 24 Ore più importante del mondo, quella di Le Mans. Si creò subito un’aria magica intorno a quella Shelby, immortalata mentre si stava sollevando dall’asfalto con tutte e quattro le ruote, come per spiccare il volo. Un “gesto” che le valse il celebre soprannome di “Flying Mustang”. 

La seconda GT350

L’auto fu uno dei due prototipi da competizione costruiti nel ’65, la seconda delle trentaquattro GT350 realizzate complessivamente nel corso dell'anno. Rispetto alla versione tradizionale, le “R” montavano sospensioni sportive e un motore V8 Ford modificato. Nonostante una valutazione così alta raggiunta oggi, nessuno a quei tempi poteva immaginare che si sarebbe creato un universo di auto sportive vintage dal valore inestimabile.

Infatti nel 1966 lo stesso Shelby vendette la 5R002 all’ingegnere Ford Bill Clawson a una cifra che avrebbe ricoperto solo le spese (circa 4mila dollari dell’epoca), poi cambiò diversi proprietari che la fecero gareggiare ancora per qualche anno, modificandone l’aspetto, prima di finire in mostra allo Shelby American Museum di Boulder, in Colorado. Rimase in esposizione per quasi 15 anni prima che, nel 2010, il collezionista John Atzbach, cultore delle Mustang più rare, la acquistò e la fece ritornare nella sua configurazione originale, quella dell’indimenticabile esordio in pista, quando volò oltre l’orizzonte della storia.

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