Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 22:38

Diess: l'elettrico è una "sfida enorme".

Paolo Odinzov ·

Elettriche si, ma ci vuole più tempo: in una lunga intervista alla testata americana The Verge, il ceo del gruppo Volkswagen Herbert Diess ha espresso alcune perplessità sulla larga diffusione a breve delle vetture con la spina nel mercato.

Ciò anche in vista di quanto previsto dalla Unione europea che ha scelto di bandire dal 2035 le auto endotermiche. Decisione, quest’ultima, destinata a trasformarsi in una "sfida eccezionale" (il manager usa il potente termine inglese "tremendous"), quasi impossibile da portare a termine per i costruttori e non solo. 

Problemi di produzione

Il perché, secondo Diess, dipende anzitutto da fattori legati alla produzione delle stesse auto a batteria. "Penso che già il piano per arrivare al 50% di veicoli elettrici entro il 2030 sia estremamente ambizioso. In Europa noi di Volkswagen abbiamo una quota di mercato di circa il 20% e affinché questa sostenga l’obiettivo del 50% sono necessarie 6 gigafactory che dovrebbero essere operative entro il 2027 o il 2028. Cosa molto difficile pensando solo alle difficoltà per costruire le strutture, assumere il personale e addestrarlo, oltre all’acquisto dei macchinari e trovare le materie prime”, ha detto il manager tedesco. Per il quale, considerando gli altri costruttori, servirebbero addirittura nel Continente 30 impianti. “Non si tratta solo di dire 'fermiamo le auto endotermiche, è semplicemente impossibile".

Serve energia rinnovabile

Strettamente legate al fattore industriale ma anche all’utilizzo delle vetture a batteria sono poi le fonti con cui viene prodotta l’energia. “Le auto elettriche hanno valore solo se l'energia è rinnovabile. In nazioni che basano la produzione sul carbone non ha senso vendere veicoli elettrici. Prima di farlo dobbiamo convertire il settore primario alle energie rinnovabili al 100%", ha precisato Diess.

Di qui la considerazione che la diffusione su larga scala dipenderà non dalle decisioni individuali dei produttori di automobili, ma soprattutto dalla legislazione e dall'aumento delle fonti pulite grazie a favorevoli politiche statali e una volontà globale.

Non si può elettrizzare la mobilità se prima non rendiamo neutrale dalla CO2 il settore primario. Il mondo non è lo stesso, in Francia hanno 7 grammi di CO2 per kilowattora perché è tutto nucleare. In Polonia hanno mille grammi perché è tutto a base di carbone, come accade in Sud Africa”.

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