Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 21:57

Lucid Air, l’elettrica dei petrolieri.

Paolo Borgognone ·

Costruire una fabbrica di auto a batteria in uno dei Paesi più importanti al mondo per l’estrazione del petrolio: a dirlo così pare quasi un controsenso, eppure la start up Lucid Motors - fondata nel 2007 a Newark (California) da Bernard Tse, ex dirigente Tesla e da Sam Weng - sembra aver imboccato questa strada.

L’azienda, quotata in borsa dal 2021, è sostenuta economicamente dal Pif (Public Investment Fund - il fondo sovrano dell’Arabia Saudita) e proprio nel regno affacciato sul Mar Rosso sta pensando di mettere su il primo impianto per realizzare auto elettriche al di fuori del territorio Usa. Attualmente Lucid sta completando la sua fabbrica a Casa Grande, in Arizona.

Le trattative per portare uno stabilimento in Arabia non sono ancora concluse, ma la zona individuata sarebbe quella nei dintorni di Gedda - proprio sulle rive del Mar Rosso, il principale porto del Paese e luogo di passaggio dei pellegrini verso le città sante di La Mecca e Medina - in un’area a grande sviluppo industriale, la King Abdullah Economic City.

Secondo fonti non confermate sarebbe stata presa in considerazione anche un’altra sede, a Neom, nel nord ovest dell’Arabia, di fronte alla località di vacanza egiziana di Sharm El-Sheick. La fabbrica potrebbe diventare operativa tra il 2025 e il 2026.

Obiettivo Europa

La nascita di un impianto di veicoli elettrici in Arabia Saudita - anche se in tempi medio lunghi - è considerata fondamentale dall’azienda e dai suoi investitori soprattutto se si pensa che la strategia di Lucid è quella di approdare presto sia in Europa che in Cina.

Secondo quanto dichiarato recentemente - anche su Twitter, alla maniera di Elon Musk - il costruttore intende sbarcare anche nel Vecchio Continente a partire già da quest’anno, probabilmente con un esordio nel Regno Unito per poi allargarsi progressivamente anche negli altri Paesi, iniziando da quelli dove le elettriche hanno già più mercato. Il 2023 dovrebbe essere, sempre secondo Lucid, l’anno dell'arrivo in Cina.

Problemi da risolvere

La volontà di espandersi in tutto il mondo, anche grazie al generoso supporto del Public Investment Fund, non significa però che anche Lucid, come praticamente tutti costruttori automobilistici in questo periodo, non abbia i suoi grattacapi soprattutto per la difficoltà a produrre i propri veicoli.

Nel 2021 sono state consegnati in tutto 577 esemplari, di cui 520 della Dream Edition - la versione di debutto da 169 mila dollari andata esaurita nelle prenotazioni - della berlina Air, mentre i restanti 57 sono della variante Grand Touring. Il costo medio della Air - costruita sulla piattaforma proprietaria Leap (Lucid Electric Advanced Platform) si aggira sui 95mila dollari.

L'azienda contava a novembre del 2021, più di 17mila prenotazioni di cui 4mila effettuate nel terzo trimestre dell’anno e un portafoglio ordini del valore di 1,3 miliardi di dollari. La fabbrica in Arizona - secondo i piani del costruttore - è destinata a produrre 20mila unità nel 2022, ma i progetti futuri parlano di 250mila nel 2026, aggiungendo alla entry level altri modelli, tra cui un suv di lusso. Magari costruito alle porte del deserto.

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