Ultimo aggiornamento  20 gennaio 2022 11:40

Jaguar XKSS, replica cult.

Valerio Antonini ·

Esistono nel mondo poche automobili d’epoca capaci di restare per sempre impresse nella memoria, diventando opere d’arte senza tempo come la pellicola di un film dei grandi cineasti. Uno di questi gioielli è attualmente esposto al Petersen Automotive Museum di Los Angeles. Stiamo parlando - a proposito di red carpet e motori - di una delle rare Jaguar XKSS del 1957, famosa anche perché passata per le mani di Steve McQueen, indimenticabile star di Hollywood che - come il collega Paul Newman - era appassionato delle corse e aveva uno spiccato talento anche in pista. L’attore e collezionista (specialmente di Porsche e Ferrari dall’inestimabile valore), amava a dismisura la sua Jaguar, tanto da riacquistarla nel 1977 dopo essersi "pentito" di averla venduta 8 anni prima. 

Una E-Type trasformata

Parliamo di uno dei 16 esemplari numerati (e non prodotti, capirete il motivo di seguito) della versione stradale della D-Type - evoluzione della precedente C-Type - che dominò la 24 Ore di Le Mans per tre edizioni consecutive dal ’55 al ’57. Un incendio in fabbrica distrusse 9 telai in costruzione, rendendo ancora più esigua la tiratura di quel modello.

Se la perla di McQueen è ormai impossibile anche solo da sognare, il restauratore texano Dan Mooney del Team CJ - specializzato nel ridare lustro alle auto sportive di lusso, soprattutto Jaguar, ma anche Aston Martin, Ferrari e Lamborghini - ha trasformato una E-Type degli anni sessanta per renderla più somigliante alla XKSS, modello da cui ereditò già diversi particolari stilistici, come i paraurti cromati anteriori e posteriori. Chi possiede quelle ancora esistenti difficilmente se ne separa: negli ultimi anni solo la casa d’aste Gooding e Company ne ha battuta una: alla “modica” cifra di 17 milioni di dollari

Ecco che la replica di Mooney, presentata nel celebre programma TV statunitense "Jay Leno’s Garage" (premiato agli Emmy Award, gli Oscar delle serie TV), diventa un’occasione per accontentare quei collezionisti che vorrebbero proprio l'originale in garage. Sia Mooney che Leno, entrambi super esperti di Jaguar, hanno avuto l’onore e la fortuna di guidare una delle XKSS del 1957.

Il conduttore e comico statunitense è soddisfatto delle dinamiche di guida che gli suscitano sensazioni evocative: “Sembra di stare al volante insieme a Steve”. Eppure Mooney ha ammesso che in termini puramente tecnici le differenze sono sostanziali: “Le sospensioni posteriori della E-Type non mi hanno dato modo di avvicinarmi davvero alla XKSS di McQueen”. 

Una storia sofferta

Oltre all’incendio che ne compromise la produzione, la storia del modello racchiude in sé contorni drammatici. La D-Type da cui deriva venne ritirata dalle competizioni dopo il terribile incidente avvenuto durante l’edizione del 1955 della 24 Ore di Le Mans, che costò la vita a un numero imprecisato di persone (i media dell’epoca ne riportano un centinaio).

Una Mercedes 300 SLR si scontrò con una Austin-Healey e venne letteralmente catapultata sulla folla, portando alla chiusura anticipata della stagione. Così William Lyon, patron di Jaguar, per rientrare dell’investimento decise di usare i telai inutilizzati delle nuove auto da competizione che stava costruendo come base per una lussuosa sportiva stradale, la XKSS appunto. Quella vettura - con motore 6 cilindri in linea, non sovralimentato, da 3.5 litri e circa 250 cavalli - venne presentata al Salone di New York del 1957.

Rispetto alla “gemella” da corsa portava in dote novità da auto di serie: sedile e portiera lato passeggero, finestrini laterali, parabrezza a tutta larghezza a capote ripiegabile in tela. E un'aura di leggenda che non ha smesso mai di circondarla.

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