Ultimo aggiornamento  29 giugno 2022 12:50

Emissioni, la Corte europea contro le città.

Redazione ·

La massima corte dell'Unione europea ha respinto un reclamo presentato da alcune delle principali città del continente - Bruxelles, Madrid e Parigi - contro la Commissione europea, accusandola di aver fissato limiti troppo alti per le emissioni di ossidi di azoto delle automobili.
La Corte di giustizia - che ha sede nel Lussemburgo - ha così annullato una precedente sentenza a favore delle autorità locali della Corte generale, la seconda camera più alta dell’Unione europea.  Contro questa decisione alcuni Paesi, in particolare Germania e Ungeria, avevano presentato un appello e lo stesso aveva fatto la Commissione europea.

Tutto nasce dal dieselgate

Il caso ruota intorno all'introduzione - da parte della Commissione -  di test "reali" sulle emissioni alla guida per integrare le procedure di laboratorio e la applicazione di limiti alle emissioni di ossidi di azoto per i veicoli leggeri passeggeri e commerciali. La pratica è stata introdotta dopo lo scandalo “dieselgate" del 2015.
Le città hanno lamentato che i limiti fissati fossero superiori a quelli della norma "Euro 6" che si applica ai veicoli leggeri immatricolati dal 2015 e che questo avrebbe “minato le loro capacità di regolare la circolazione dei veicoli per ridurre l'inquinamento atmosferico”.
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha ritenuto che la direttiva della Commissione riguardasse solo la registrazione e la vendita di veicoli e non la loro circolazione sulle strade e quindi che le città non fossero direttamente interessate dalla legge.

L’organo giudicante ha sancito che le amministrazioni locali potevano ancora limitare la circolazione dei veicoli per proteggere l'ambiente senza infrangere il diritto dell’Unione europea.

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