Ultimo aggiornamento  28 novembre 2022 15:06

Stellantis, si avvicinano i piani industriali.

Angelo Berchicci ·

E’ passato ormai un anno da quando, il 16 gennaio 2021, è nato ufficialmente il gruppo Stellantis, frutto della fusione tra Fiat Chrysler e Psa. Negli scorsi 12 mesi la nuova realtà, guidata dal ceo Carlos Tavares, ha più volte fatto il punto sugli impegni intrapresi, soprattutto nella direzione dei software e dell’elettrificazione, e non sono mancati annunci importanti sul futuro dei vari brand e sulle partnership avviate. Adesso, però, si avvicina il vero momento clou per Stellantis: la presentazione dei nuovi piani industriali, più volte rimandata e ora prevista dal ceo per il primo marzo 2022.

In virtù dei 14 marchi presenti nel gruppo, molti dei quali necessitano di un rilancio, si preannuncia come uno dei piani industriali più corposi e complessi di sempre, da cui vedremo in maniera unitaria quali saranno le strategie di prodotto per ciascuna Casa in termini di modelli, piattaforme, tecnologie e alimentazioni. L’appuntamento interessa da vicino anche noi italiani, che avremo uno spaccato più chiaro sul futuro di Fiat, Abarth, Lancia, Alfa Romeo e Maserati. Vediamo quindi cosa c’è da aspettarsi dai prossimi piani industriali, sulla base di quello che il gruppo ha dichiarato nel 2021.

Nel segno dell'elettrificazione 

L'orizzonte di riferimento del piano sarà la fine del decennio e - in prospettiva - il traguardo intermedio sarà rappresentato dal 2025, data entro la quale tutti i modelli di Stellantis saranno elettrificati, ovvero avranno in gamma almeno una versione ibrida o elettrica. L'intento è stato ribadito più volte negli scorsi mesi da Tavares, il quale non ha negato il fatto che la transizione energetica dei brand procederà con ritmi diversi in base ai mercati. La velocità sarà massima, ad esempio, in Europa, dove quasi tutte le Case (quelle certe per ora sono Peugeot, Opel, Lancia, Fiat, Alfa Romeo e DS) diventeranno esclusivamente elettriche entro il 2030, in anticipo di 5 anni rispetto allo stop dei motori endotermici proposto dalla Commissione.

Lo strumento con cui realizzare tali propositi saranno le piattaforme elettriche del futuro, di cui quattro native e una multienergia: la seconda generazione della CMP, su cui oggi sorgono ad esempio la Peugeot 208 e la Opel Corsa. L’evoluzione di questa architettura dovrebbe debuttare a partire dal 2023 sotto i tre crossover compatti a marchio Fiat, Jeep (gli eredi di 500X e Renegade) e  forse Alfa Romeo (il progetto conosciuto come Brennero), la cui produzione è stata annunciata nello stabilimento polacco di Tychy. Ma tale pianale dovrebbe essere utilizzato anche per l’erede della Lancia Ypsilon, attesa per metà 2024, e per un'ipotetica utilitaria Fiat ispirata alla concept Centoventi. Tutti modelli di segmento B che verranno offerti sia con motorizzazioni endotermiche che in versione elettrica.

Le piattaforme dedicate

Nel 2024 debutteranno le prime piattaforme native elettriche: la Stla Medium per vetture tra i 4,4 metri e i 5,0 metri circa (con autonomie fino a 700 chilometri), e la Stla Large per modelli tra 4,7 e 5,5 metri e percorrenze fino a 800 chilometri (verrà utilizzata per i suv di segmento D ed E soprattutto dei brand americani e per le muscle car, ma non è escluso un suo impiego anche per le eredi delle Maserati Ghibli e Levante).

La Stla Medium sarà, molto probabilmente, l’architrave della futura offerta dei brand europei, visto che dovrebbe servire come base per le nuove generazioni di quasi tutti i modelli compresi tra segmento C e D. Questo pianale, ad esempio, sarà quello utilizzato per i quattro modelli elettrici di medie dimensioni prodotti a Melfi, probabilmente a marchio Fiat, Jeep, Alfa Romeo (qualcuno ha parlato di una nuova Giulietta, ma il modello potrebbe sostituire anche la Stelvio) e Lancia, che su questa base dovrebbe realizzare un crossover per il quale circola il nome di Aurelia. La Stla Medium potrebbe essere anche la base della rinata Lancia Delta, berlina a 2 volumi annunciata entro la fine del 2027.

15 debutti a batteria entro metà 2023 

Nel 2024, inoltre, arriverà la Stla Frame, con autonomia fino a 800 chilometri, dedicata ai pickup americani e ai veicoli commerciali (sarà compatibile anche con i motori a combustione interna). Infine, nel 2026 anche le vetture più piccole, quelle di segmento A, B e C, riceveranno una piattaforma elettrica nativa, la Stla Small, che subentrerà alla eCMP, assicurando percorrenze fino a 500 chilometri. Tutte le architetture della famiglia Stla saranno altamente modulari, ovvero compatibili con vari tagli di batterie e powertrain a trazione anteriore, posteriore o integrale.

Se questi sono gli ipotetici piani a lungo termine, da qui alla prima metà del 2023 si prevedono ben 15 debutti elettrificati. Entro fine 2022 vedremo una misteriosa elettrica a marchio Citroen, la prima Dodge ibrida alla spina, l’Alfa Romeo Tonale (in concessionaria già a giugno) con la relativa versione plug-in hybrid, e la prima Maserati elettrica, ovvero la GranTurismo, seguita nel 2023 da un secondo modello a zero emissioni (probabilmente si tratta della sua versione scoperta GranCabrio o della suv Grecale, il cui debutto con motori a benzina è imminente).

Il prossimo anno, inoltre, anche Jeep debutterà nel mondo full electric. Si attendono poi due ibride plug-in sia da parte di Opel (dovrebbe trattarsi delle nuove Astra e Astra Sports Tourer) che di Peugeot, la quale nel 2023 introdurrà anche una nuova elettrica, probabilmente la versione a batteria della 308. Sapremo tutto tra un mese e mezzo circa.

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